Il Tirreno

Grosseto

Ladri in casa, madre e figlia si barricano in camera e lanciano l'sos su Fb

Elisabetta Giorgi
Cristina Gimignani, la derubata (foto dalla pagina Fb "Uniti per una Maremma migliore")
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Cristina Gimignani, la derubata (foto dalla pagina Fb "Uniti per una Maremma migliore")

Disperata e terrorizzata richiesta di aiuto delle due donne: "Vi prego, chi legge chiami subito le forze dell'ordine"

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GROSSETO. Mamma e figlia si sono barricate in camera e da lì è partito l'sos della più giovane su Facebook."Ci sono i ladri in casa nostra, vi prego, chiamate i carabinieri". Così una donna ha chiesto disperatamente aiuto su Facebook mentre un ladro stava frugando in camera sua e di sua madre in cerca di soldi e gioielli.

Giornalista e sceneggiatrice Rai, Cristina Gimignani ha ricevuto - la notte tra martedì e mercoledì a Grosseto - la visita dei malviventi che sono entrati dal secondo piano e si sono intrufolati dentro. "Prima sono entrati in camera mia - racconta - poi da mia mamma che se n'è accorta, si è svegliata ed è venuta subito da me. C'è un ladro in casa, mi ha detto. Così ci siamo blindate dentro la mia stanza, chiuse a chiave. Eravamo terrorizzate". Da lì è partita la richiesta di soccorso, prima telefonica e poi - nell'ansia e nel dubbio che non si fosse compresa bene la richiesta d'aiuto, inoltrata con un filo di voce - anche sui social network. La Gimignani ha postato un messaggio su Facebook invocando i soccorsi e invitando anche chi leggeva a far partire una telefonata alle forze dell'ordine.

Ecco quello che lei stessa racconta in un video girato dal Comitato Uniti per una Maremma migliore, i cui componenti sono andati a casa sua per mostrarle vicinanza e partecipazione.

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La richiesta di aiuto da parte di Cristina Gimignani e di sua mamma è stata presa in carico dai carabinieri che sono intervenuti sul posto. Il ladro - dopo aver fatto man bassa di tutti i gioielli di famiglia - è scappato dalla stessa porta finestra da cui era entrato.

Tra gli oggetti rubati - le collane, gli anelli, i bracciali per un valore di diverse decine di migliaia di euro - anche un orologio risalente agli anni '50 e proprietà del padre della donna, che lancia un appello. "Quest'orologio ha per me un immenso valore affettivo, è un ricordo del mio babbo: il ladro si tenga pure il cinturino d'oro, ma almeno mi restituisca l'orologio..".

Ora le due donne si dicono amareggiate e desolate: "I malviventi ci hanno portato via tutto, ma almeno una cosa buona c'è in questa storia: cioè che i ladri non ci hanno picchiato, ci hanno risparmiate. Ho sempre in mente quelle donne che sono aggredite, sequestrate, rapinate. Grosseto non è più sicura. E quando va in questo modo, c'è da esserne contenti".

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