Il Tirreno

Grosseto

Causa ex Molendi, l’avvocato Gracili nel pool del Comune

di Alfredo Faetti
Causa ex Molendi, l’avvocato Gracili nel pool del Comune

L’amministrazione massetana rinforza la squadra di esperti per far fronte alla richiesta da 5 milioni di Porta al Salnitro

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MASSA MARITTIMA. La posta in palio è talmente alta che per giocarsi questa partita il Comune ha deciso di schierare la miglior formazione possibile. Anche a costo di pagare discreti gettoni di presenza ai propri giocatori. La partita è quella dell’ex Molendi, l’annosa causa nata con la società Porta al Salnitro che vede pendere sulle casse pubbliche una scure milionaria.

Al privato infatti, dopo aver ottenuto ragione in primo e secondo grado di giudizio amministrativo, è stato riconosciuto un risarcimento danni, ancora da calcolare. La società ha chiesto cinque milioni di euro, ma secondo l’amministrazione sono molti meno. E per provarlo, dopo aver ottenuto la consulenza del presidente dell’Ordine degli ingegneri di Grosseto, Luciano Lotti, ora rinforza le proprie file ingaggiando anche l’avvocato fiorentino Luisa Gracili, già nota alle cronache maremmane per aver rappresentato la Sacra in un’altra annosa vicenda: quella dell’impianto a biogas di Capalbio.

Questa però è totalmente un’altra storia. Inizia nell’ormai lontano 1999, quando il ministero dei Beni culturali pose il vincolo storico sull’area allora chiamata Molendi, stoppando di fatto il cantiere per la realizzazione di una struttura ricettiva e parcheggi interrati al cospetto di San Cerbone, su cui la società Porta al Salnitro (all’epoca Molendi) aveva ottenuto l’autorizzazione dal Comune. Da qui la richiesta danni di cinque milioni, i ricorsi al Tar prima e al Consiglio di Stato poi, dove hanno avuto la meglio le ragioni del privato.

L’amministrazione del tempo offrì o 750mila euro per chiudere la diatriba, sentendosi rispondere picche dalla Porta al Salnitro, che al contrario ha chiesto (e chiede tuttora) cinque milioni. Ora però una cifra precisa va trovata e saldata. Serve studiare bene le sentenze, per poter arrivare di fronte al giudice e far valere le proprie ragioni sulla stima. La società è già all’opera in questo senso, così come il Comune massetano, impegnato a mettere insieme un pool di professionisti così da presentare una documentazione la più impeccabile possibile.

Il primo è stato Lotti, ingaggiato a metà marzo per poter assistere gli uffici nella stesura della perizia forte della sua esperienza tecnica in campo ingegneristico; ora invece il nuovo volto è quello di Gracili, avvocato esperto in materia amministrativa, a cui va il compito di contribuire con la sua conoscenza della giurisprudenza. Il Comune ha previsto una spesa di 2.400 euro per la consulenza del legale, convinto che pagare questa cifra sia utile a diminuire sensibilmente quella che deciderà il giudice. Perché se l’esito dovesse essere sfavorevole all’amministrazione, non sarà semplice riuscire a coprire il risarcimento, dato che l’importo non potrà essere coperto (legge alla mano) con l’attivazione di nuovi mutui o con la vendita di proprietà pubbliche. Ergo: l’unico modo per mettere insieme questa somma è andar a cercare i soldi nelle pieghe del bilancio, senza escludere la possibilità di aumentare alcune tariffe comunali.

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