Il Tirreno

Grosseto

Effetto Concordia «La vera ripresa sarà solo nel 2016»

di Ivana Agostini
Effetto Concordia «La vera ripresa sarà solo nel 2016»

Il sindaco Ortelli: «Il turismo? Sarà un’estate di transizione Al Giglio lo spettro del relitto continua ad aleggiare»

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ISOLA DEL GIGLIO. Era il 24 luglio dello scorso anno quando la Costa Concordia, a oltre due anni dal naufragio, prendeva il largo dalle coste dell’isola del Giglio diretta verso il porto di Genova. Ma anche ora che il relitto non c’è più i suoi effetti almeno per il momento restano. Difficile scrollarseli ancora di dosso e difficile immaginarsi che la prima estate priva del gigante naufragato sia anche quella in cui il turismo tornerà alle vette del passato. L’aspettativa è quella sì di una ripresa economica, ma poiché tra le aspettative e il “mondo reale” c’è di mezzo il mare... il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, pur ottimista e desideroso di una pronta rinascita è anche naturalmente realista e consapevole che ogni cosa ha il suo tempo. «Questa - dice Ortelli - dovrebbe essere l’ultima stagione di transizione. Dall’anno prossimo, quindi dal 2016, speriamo di vivere la vera rinascita, il nostro risorgimento e la nostra riscossa. Vogliamo che chi non è venuto più proprio perché c’era la nave torni da noi. Il Giglio aspetta i turisti a braccia aperte».

Sindaco Ortelli, tra poche settimane la stagione estiva entra nel vivo e sarà la prima vera stagione senza la nave. Per i gigliesi sono stati due anni anomali: ora come si prepara l’isola a questa rinascita dopo la Concordia? Cosa si aspetta da questa stagione che sta per iniziare?

«L’aspettativa è quella della ripresa, del ritorno del nostro turismo tradizionale. Il turismo che noi abbiamo avuto in questi due lunghi anni è stato un turismo fatto di operai, di curiosi di chi veniva per vedere la Concordia. Adesso vogliamo che i turisti tornino per il Giglio. Vogliamo un ritorno al turismo slow, di persone che apprezzano l’isola per le sue peculiarità. Il Giglio dev’essere vissuto per questo e non per quello per cui è stato vissuto finora».

Dunque lo spettro della Concordia aleggia ancora sull’isola.

«Sì, ancora non è finita. Fuori dal porto restano i rimorchiatori. Il relitto è andato via ma molto rimane da fare. Finché ci sarà rimasto l’ultimo segno del naufragio non sarà finita. Dev’essere fatta ancora la bonifica ambientale, dev’essere tolto tutto ciò che è sul fondale. Finché l’ultimo rimorchiatore non avrà lasciato l’isola e non sarà stato rimosso l’ultimo pontone, l’effetto Costa Concordia non sarà finito. Solo allora potremo dire “ce l’abbiamo fatta”».

Però il relitto non c’è più. Rimane il cantiere, ma non vedere più la Costa una certezza ve la darà...

«Sì, finché la nave non ha lasciato l’isola non avevamo questa certezza. Le operazioni erano difficili e io le ho vissute tutte. Vederla salpare ha ridato a tutti la speranza. Anzi, ringrazio tutti coloro che hanno lavorato e lavorano ancora oggi in maniera egregia».

Come vivono i gigliesi l'inizio della stagione?

«Sono fiduciosi. Qui non ci siamo mai arresi. Tutti si aspettano che il Giglio torni a essere solo l’isola del Giglio e non l’isola dove è naufragata la Concordia».

Cosa risponde a chi sostiene che così tanta gente al Giglio non c'era mai stata come in questi ultimi due anni e che tanta è stata la visibilità dell'isola?

«Dico che un conto è avere 500 operai e un conto avere 5000 turisti. L’operaio viene per lavorare. Il turista per godere della realtà, del mare, del paesaggio, dei 54 chilometri di sentieri, della cucina, di tutto ciò che l'isola rappresenta».

Cosa si aspetta per il futuro?

«Questa dovrebbe essere l’ultima stagione di transizione. Dall’anno prossimo speriamo di vivere la vera rinascita, il nostro risorgimento, la nostra riscossa. Vogliamo che chi non è venuto più proprio perché c’era la nave torni da noi. Il Giglio vi aspetta a braccia aperte».

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