Il Tirreno

Grosseto

Sì alle nozze gay celebrate all’estero

di Paola Vi
Sì alle nozze gay celebrate all’estero

Grosseto fa scuola: a Follonica la maggioranza chiede un impegno al sindaco

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FOLLONICA. La maggioranza follonichese dice sì al matrimonio gay.

«Il sindaco trovi le modalità per trascrivere le nozze tra persone dello stesso sesso celebrate all’estero». Con una mozione a Follonica si apre una delle discussioni più calde degli ultimi tempi: riconoscere alle coppie omosessuali gli stessi diritti civili che hanno marito e moglie di diverso sesso. Una battaglia gay che va avanti da tempo e che proprio a Grosseto ha trovato sfogo grazie alla caparbietà di Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci che dopo le nozze nel 2012 a New York hanno richiesto la trascrizione del loro matrimonio al Comune di Grosseto.

L’ufficiale di stato civile si rifiutò di accettare la loro domanda e la coppia ha deciso di fare ricorso e iniziare un lungo iter giudiziario per vedere riconosciuti i propri diritti. Storica la data del 26 febbraio 2015 quando il tribunale di Grosseto ha stabilito la validità di quel matrimonio: una sentenza che ha segnato un altro importante tassello nella battaglia. Poi altre vicissitudini hanno bloccato nuovamente il percorso dei due professionisti e ancora oggi la vicenda non ha trovato una conclusione. Così sulla scia di quanto accaduto nel capoluogo maremmano anche il consiglio comunale follonichese vuole dire la sua, o meglio la maggioranza Pd e Gente di Follonica, firmatari di un documento istituzionale, in cui si chiede al sindaco di impegnarsi per rendere validi i matrimoni gay celebrati all'estero. «La mozione rappresenta un segnale politico su una necessità chiara da anni ma ignorata e spesso sottovalutata dalla politica – spiega il capogruppo del Pd, Gesué Domenico Ariganello -: quella di andare a normare la disciplina delle unioni civili o matrimoni gay che dir si voglia. Dopo anni di Dico, Pax e altre formule cervellotiche e inefficaci, abbiamo il dovere come partito di governo di riempire questo annoso vuoto normativo con una legge che aiuti quei cittadini che chiedono a giusto diritto di vedere riconosciuta la loro unione, come sancito dalla Corte europea dei diritti umani e dai vari organi di giustizia italiani, Corte costituzionale compresa. Questa mozione significa questo. È ora che il parlamento e il governo agiscano in fretta e con coerenza». Sicuramente a spronare la maggioranza follonichese è stata anche la vicenda grossetana. «Diciamo che questa mozione sui matrimoni gay circolava da diversi mesi, ma indubbiamente il problema concreto di due cittadini così vicini sprona ad agire più celermente e a velocizzare le risposte», ribatte Ariganello. Nella mozione oltre a esprimere solidarietà a quei sindaci, come Giuliano Pisapia a capo del governo milanese, Virginio Merola per Bologna e Furio Honsell per Trieste che hanno agito a favore delle unioni gay, viene chiesto al sindaco Benini, «in qualità di ufficiale dello Stato Civile di individuare le modalità per procedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso su richiesta di cittadini residenti a Follonica».

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