Il Tirreno

Grosseto

Sono 27 le famiglie in attesa

Ad oggi sono 27 le famiglie grossetane in emergenza abitativa che hanno fatto richiesta di un alloggio al Poggio di Roselle. A giorni, proprio in questo mese di aprile, dovrebbe uscire la nuova...

2 MINUTI DI LETTURA





Ad oggi sono 27 le famiglie grossetane in emergenza abitativa che hanno fatto richiesta di un alloggio al Poggio di Roselle. A giorni, proprio in questo mese di aprile, dovrebbe uscire la nuova graduatoria che viene aggiornata ogni tre mesi (l’ultima riposta la data del 13 gennaio). Da gennaio 2013 il Comune di Grosseto ha affidato al Coeso la gestione dell'emergenza abitativa, ovvero governare le domande e liste di attesa delle persone che richiedono un alloggio in emergenza. Le modalità di “ingresso” in questa lista, di assegnazione o revoca degli alloggi sono definite da un regolamento approvato dal consiglio comunale di Grosseto con atto del 4 aprile 2012. Secondo questo regolamento, possono presentare domanda tutti i cittadini, residenti da almeno tre anni nel comune di Grosseto, che si trovano in una delle condizioni indicate dall’articolo 2 del regolamento tra cui: sottoposti a sfratto esecutivo, obbligati a lasciare l’alloggio a seguito di un provvedimento di separazione, abitare da almeno un anno in un alloggio adibito in maniera impropria ad abitazione etc. La struttura che il Comune ha destinato all’emergenza abitativa è il complesso de Il Poggio in via del Molino Vecchio a Roselle. Le case a disposizione al Poggio sono 93, tra mono e bilocali. Per far fronte a esigenze di famiglie numerose è stato sottoscritto un accordo tra Comune, Coeso e Epg per destinare alcune delle abitazioni in disponibilità dell’edilizia provinciale grossetana all'emergenza abitativa. Per questo, una volta all'anno viene indetto un bando di mobilità per il passaggio dalle case del Poggio a quelle Epg.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera