Italia
Nanoparticelle, i killer invisibili Una petizione per l’osservatorio
Prodotte da processi di combustione ad alte temperature, provocano tumori e malattie degenerative Medici per l’ambiente - Isde Italia organizza un convegno per conoscerle meglio e mettere in guardia
GROSSETO. Più sono sottili e più sono penetranti e quindi pericolose per la salute. Delle nanoparticelle come killer invisibile che minaccia la salute pubblica si parla sabato a Grosseto in un convegno scientifico promosso dalla sezione provinciale dei Medici per l’ambiente - Isde Italia che si è appena costituita e propone la sua prima iniziativa pubblica sul territorio con il patrocinio dei Ministeri della salute e dell’ambiente, della Provincia di Grosseto e dell’Ordine dei medici di Grosseto che ha collaborato all’organizzazione.
Un evento duplice, quello di sabato. Al mattino si svolgerà il convegno scientifico rivolto ai medici mentre nel pomeriggio a partire dalle 15 è in programma la tavola rotonda aperta al pubblico in cui sul tema si confronteranno esperti, comitati, associazioni e rappresentanti di enti e istituzioni.
In occasione della tavola rotonda del pomeriggio partirà la raccolta firme per dare vita all’Opas, un osservatorio permanente e partecipato per la salute e l’ambiente chiamato a monitorare tutte le criticità ambientali con ricadute sulla salute pubblica in provincia.
A presentare i contenuti del convegno è il presidente dei Medici per l’ambiente di Grosseto, il dottor Ugo Corrieri. «Le nanoparticelle o polveri ultrasottili – spiega il dottor Corrieri – hanno dimensione dell’ordine dei nanometri. Basti pensare come riferimento che l’elica del Dna ha un diametro di 2 nanometri. Le nanoparticelle sono prodotte principalmente da processi di combustione ad alte temperature, sono biologicamente eterne e non esistono sistemi tecnologici per attenuarne la pericolosità».
Se le più note polveri sottili o Pm10 si fermano alle prime vie respiratorie le polveri ultrasottili entrano nel sangue senza possibilità di essere eliminate e causano tumori del sangue, malattie degenerative, insorgenza in età giovanile di forme di demenza e sindromi come la fatica cronica.
«Al momento abbiamo tante evidenze in questo senso ma non ancora delle certezze – dice Corrieri – Questo fatto ci sprona a continuare la ricerca e lo studio in questo campo visto che si tratta di un problema di salute pubblica. Non possiamo certo aspettare di contare migliaia di morti prima di far qualcosa: non sarebbe etico».
Sotto accusa in particolare le pratiche dell’incenerimento dei rifiuti e la produzione di energia bruciando biogas e biomasse. Per quanto riguarda la nostra provincia la scelta dei Medici per l’ambiente di dedicare un’iniziativa scientifica alle nanoparticelle e alle patologie ad esse correlate muove dall’allarme suscitato in particolare da alcuni passaggi della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha ordinato il 20 gennaio la chiusura dell’inceneritore di Scarlino e dai dati contenuti nello studio Parsi dell’Agenzia regionale per la salute (Ars) della Toscana.
«È lo stesso Consiglio di Stato – dice Corrieri – a ricordare che secondo i dati dell’Asl nel periodo 2000-2009 sussisterebbe un incremento del 36% dei tumori della vescica tra gli uomini e del 117% nella popolazione femminile oltre a un aumento di nascite pretermine e di ricoveri per linfoma non Hodgkin nell’area interessata dall’impianto. Lo studio dell’Ars riguarda invece le Colline metallifere dove il tasso standardizzato di mortalità dei maschi è 64 punti superiore alla media toscana anche se i tassi di confidenza si sovrappongono. Quello delle femmine è ben 74 punti superiore alla media regionale e i tassi di confidenza non si sovrappongono per cui il dato è altamente significativo».
L’Isde (International society of doctors for the environment) è un’organizzazione di volontariato che si occupa dello studio e della prevenzione delle malattie legate all’ambiente, ha sede a Zurigo ed è riconosciuta dall’Onu e dall’Oms. È presente in 28 Paesi tra cui l’Italia dove ha sede nazionale ad Arezzo.
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