Il presidio
Guai per Corte dei Butteri «Falso nella sanatoria»
FONTEBLANDA. Sono stati rinviati a giudizio con l’ipotesi di falso l’amministratore e il tecnico progettista della Aurum Toscana srl, Fabio Orofino e Luca Orofino, che secondo l’imputazione avrebbero...
FONTEBLANDA. Sono stati rinviati a giudizio con l’ipotesi di falso l’amministratore e il tecnico progettista della Aurum Toscana srl, Fabio Orofino e Luca Orofino, che secondo l’imputazione avrebbero fornito - in sede di sanatoria - rappresentazioni grafiche e documentali non veritiere a proposito di interventi alla Corte dei Butteri di Fonteblanda (fatti del 2008).
Palazzina 1, Palazzina 2 e Butterino erano entrati nelle attenzioni della polizia municipale di Orbetello, che avevano effettuato alcuni accertamenti, confrontando le dichiarazioni con lo stato dei luoghi. Secondo il pm Nassi, l’ufficio tecnico comunale (individuato come parte offesa) sarebbe così stato indotto in errore al momento di rilasciare l’attestazione di conformità in sanatoria. Il gup Bilisari ha accolto la richiesta e ha disposto il processo, che si terrà il 12 maggio davanti al giudice Muscogiuri.
Un locale bagno privo di destinazione d’uso - sia nella Palazzina 1 sia nella Palazzina 2 - costituiscono una parte delle irregolarità contestate. Nell’edificio denominato Butterino, invece, in alcuni locali privi di destinazione d’uso negli elaborati della pratica edilizia sono stati trovati forniti di impianti e sanitari (predisposizione per servizi igienici). I locali al piano terra-rialzato (con bagno turco, sauna, deposito, palestra, fitness e cabine massaggi) avrebbero caratteristiche incompatibili con le destinazioni d’uso per la sanatoria. E sono contestate anche altre irregolarità.
Prima dell’intervento della polizia giudiziaria, Luca Orofino aveva lamentato pubblicamente (era il 2007) di aver trovato porte chiuse in Comune di fronte ai progetti di ristrutturazione e ampliamento che davano anche lavoro: «Abbiamo seguito le procedure di legge, presentando al Comune dettagliate dichiarazioni di inizio attività». A settembre 2007 il sindaco aveva imposto la demolizione di tutte le opere fatte. C’era difformità: «Ma piccole cose - aveva protestato Orofino - armadi, disimpegni, condizionatori». (p.s.)
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