Il Tirreno

Grosseto

follonica

Calci e pugni ai carabinieri dopo le minacce di morte

Pierluigi Sposato
Calci e pugni ai carabinieri dopo le minacce di morte

Giovane donna arrestata per aver aggredito con un coltello un uomo di 67 anni. Ha anche scardinato la finestra della casa rischiando di ferire un appuntato

2 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA. Cosa avesse in mente Ramona l’altra sera non si è capito. Era agitata: troppo agitata, se aveva minacciato di morte un amico, addirittura con un coltello, e se aveva sferrato calci e pugni all’equipaggio dei carabinieri che era corso in aiuto. E anche se ieri mattina ha atteso tranquilla l’inizio dell’udienza di convalida, una volta davanti al giudice Muscogiuri ha preferito non rispondere.

A Ramona Cortese, 27 anni, quell’episodio di resistenza a pubblico ufficiale (che si è portato con sé anche le minacce e i danneggiamenti) è costato un patteggiamento di sei mesi. Incensurata, è stata rimessa in libertà - era ai domiciliari a casa dei nonni - dopo la convalida chiesta dal pm Ferraro (difesa Veninata).

Tutto era iniziato nel pomeriggio di lunedì di Pasqua, nell’area ex Ilva. La ragazza si era presentata a casa di un 67enne chiedendo di essere accompagnata al pronto soccorso. Nel frattempo si era versato del vino in un bicchiere e per questo motivo, come raccontato dal padrone di casa, era stata rimproverata. Quelle parole avevano scatenato la reazione di Ramona che avrebbe preso per la camicia l’uomo, uscito impaurito di casa. Qui sarebbe stato raggiunto dalla ragazza che impugnava un coltello da cucina, poi risultato dalla lama di quasi 18 centimetri. Era intervenuto un marocchino di 24 anni ed era tornata la calma. Ma solo per poco, perché pochi minuti dopo il proprietario si era visto cadere dentro casa la finestra della cucina, contro la quale era stato scagliato qualcosa: un vaso di fiori. Fuori c’era ancora Ramona che urlava. A quel punto l’uomo aveva chiamato i carabinieri. E solo all’arrivo della pattuglia era riuscito a rientrare in casa, sfuggendo alle mani della ragazza che cercava di aggredirlo (lo aveva afferrato per il collo) e che aveva anche danneggiato lo specchietto della sua auto. Ma Ramona non si era ancora calmata e anzi la vista dell’auto dell’Arma l’aveva ancora più agitata, tanto che cercava di divincolarsi sferrando pugni e calci ai carabinieri: uno dei militari entrato in casa era poi stato colpito (in parte) dalla finestra rimessa in sesto e di nuovo venuta giù, scardinata dalla ragazza - come ha ricostruito il collega rimasto fuori - che vi si era appoggiata con le mani. Era stato uno degli stranieri ospiti del proprietario ad accorgersi di quanto stava accadendo e a evitare che la finestra potesse colpire alla testa il carabiniere. Altri calci all’appuntato rimasto fuori, pugni al petto a quello uscito dall’abitazione. E poi ancora parole grosse e poi ancora minacce riferite al padrone di casa: «Io ti ammazzo». Parole ripetute anche quando era stata fatta salire sull’auto di servizio: «Quando esco di galera ti ammazzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino