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Dubbi dei 5 Stelle sui terreni del Nuovo Florida
FOLLONICA. Nuovo Florida, il movimento Cinque Stelle solleva dubbi sulla titolarità del terreno dove lo stabile si trova, ma dalla proprietà smentiscono. Una vicenda molto complicata che parte da...
FOLLONICA. Nuovo Florida, il movimento Cinque Stelle solleva dubbi sulla titolarità del terreno dove lo stabile si trova, ma dalla proprietà smentiscono. Una vicenda molto complicata che parte da lontano, dal 1899 addirittura: il punto focale della storia però riguarda la struttura di via Fratti.
Secondo quanto affermato dal movimento chi ha comprato tali immobili presto potrebbe trovarsi in difficoltà per via di una sentenza del maggio 2014 che riporterebbe i beni nel patrimonio dello Stato. «Nel 1899 nasceva la società Ferrovia Massa Marittima-Follonica Porto – dicono i pentastellati – Dopo la guerra venne smantellata e sostituita con gli autobus. Nel 1963 il Ministero, nella nuova concessione, divise i beni della società in due tipologie: necessari per il servizio automobilistico, e non necessari, dove rientrò tra gli altri immobili anche l'ex Florida. I beni furono affidati in custodia alla nuova società Fmf». Nel 1969 a questa subentrò la Pentacontainer: ma secondo quanto dicono i pentastellati la stessa avrebbe dovuto vendere i beni versando i corrispettivi al Ministero. «Non arrivando gli stessi lo Stato cominciò a richiederli alla Pentacontainer, ma questa nel 1993, intentò una causa contro il Ministero delle finanze volta alla dichiarazione di prescrizione del diritto a ricevere il corrispettivo valore per le vendite già effettuate e per quelle future. La Pentacontainer perse la prima causa e il 15 ottobre 1999 viene registrato a Massa Marittima un atto di vendita tra la stessa e la Carbonifera srl dove appunto compare anche l'ex Florida. La Pentacontainer porta in giudizio ancora il Ministero: la sentenza finale è arrivata nel 2014 nella quale sembra che tutti i beni debbano tornare allo Stato e che dovrà anche essere risarcito».
La Pencontainer, però precisa che il comunicato del M5s «è costellato da una serie di inesattezze, sia in ordine agli elementi di fatto che a quelli di diritto che hanno caratterizzato le passate vicende, che potrebbero legittimare la società stessa a prendere opportuni provvedimenti», spiega l'avvocato Federica Pileci.
Tra l'altro la causa non può ritenersi ancora definita, perché la società impugnerà la sentenza.(p.v.)
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