Al giardino di Spoerri tra nuove sculture e un labirinto d’arte
Riapre ufficialmente oggi il regno dell’artista a Seggiano Inaugurazione della nuova installazione a Castel del Piano
SEGGIANO. Gli enigmi del Giardino di Daniel Spoerri si aprono al visitatore, ufficialmente da Pasqua (anche se è già dal 27 marzo che il giardino è aperto), con l’inaugurazione, il lunedì dell’Angelo, alle 16, della nuova installazione “Saisoneroffnung” di Katrin Plavcak e la mostra di Roberto Barni nella villa del giardino. Poi alle 18, Daniel Spoerri sarà a Castel del Piano per l’inaugurazione della sua scultura “Castel del Piano e il palio”. Di nuovo a disposizione per i turisti, dunque, sull’Amiata, nel comune di Seggiano, “Hic terminus Haerens”, il giardino di Daniel Spoerri, riconosciuto come Fondazione dal Ministero della Cultura italiano nel 1997, “uno stupefacente miscuglio della natura selvatica e della natura educata” per rubare una definizione a Jean Jacques Rousseau che verso la metà del 1700, definiva così il giardino di Giulia, nella Nouvelle Heloise, il suo “verziere metamorfosato”.
Più di 100 opere di 50 artisti, da scoprire in tre ore in un terreno di 16 ettari: insieme ai bronzi di Daniel Spoerri ci sono un’ottantina di installazioni da vedere. Un giardino e un labirinto, che, oltre che reale spazio architettonico e botanico, è anche luogo per l’immaginazione, come quelli, settecenteschi, di Robinson Crusoe e di Candido. Giardino non solo delle delizie, chiuso e protetto, ma vero e proprio laboratorio in cui l’individuo “prova” la sua capacità di interpretare misteri ed enigmi. Una sorta di “conciliazione” fra uomo e natura.”
Il “giardino di Daniel Spoerri” a Seggiano è prima di tutto, conciliazione: qui le opere d’arte che segnano gli itinerari e si affacciano alla vista, sono inserite con cautela e con rispetto nell’ambiente e ne diventano parte. Nei primi anni ’90 l’artista svizzero Daniel Spoerri ha realizzato un parco di sculture nelle immediate vicinanze di Seggiano, fra la val d’Orcia e il Monte Amiata, situato in mezzo ad una campagna di emozionante suggestione. Le installazioni si possono liberamente scoprire percorrendo i sentieri che attraversano i boschi di querce e di castagni, oliveti, prati e terreni dolcemente ondulati. Centro del giardino è l’Ombelico del Mondo (1991), 9 corni di balena messi in cerchio a guardare l’infinito, e poi tableaux in bronzo di vassoi e tavole imbandite secondo i cerimoniali della giornata, installazioni che sfidano ogni legge di gravità perché appesi lungo le pareti degli edifici. E poi il Sentiero murato labirintiforme, emblema stessa del parco e della vita, con le sue curve, le sue coincidenze e i suoi eterni ritorni all’origine: «È importante il sentiero- scrive lo stesso Spoerri - il percorso che si misura a passi, gli odori che si respirano, i rumori che si odono, l’acqua, i dislivelli del terreno, i campi e i prati che si alternano con la foresta e la boscaglia”. Un percorso iniziatico dove di recente è stato installato il golem dell’acqua, ideale congiunzione fra arte, natura e storia. Il giardino di Seggiano non è un’opera finita, ma un laboratorio in cui si sperimentano “le prove e le sorprese della vita”. In questo senso è una favola circolare fatta di segni e enigmi: dell’amore, della morte, del sesso, della libertà, del finito e dell’infinito. Orizzontale e verticale. Apertura tutti i giorni (escluso il lunedì) ore 10,30-19,30 Ingresso: 10 euro adulti 8 euro ridotti.
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