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L’esposto: «Inquinanti nell’area ex Polistamp»

L’esposto: «Inquinanti nell’area ex Polistamp»

CINIGIANO. Fusti di materiale chimico inquinante interrati anni fa nell’area circostante l’ex azienda Polistamp di Borgo Santa Rita, chiusa nel 2013 e passata di proprietà? Bisognerebbe accertare la...

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CINIGIANO. Fusti di materiale chimico inquinante interrati anni fa nell’area circostante l’ex azienda Polistamp di Borgo Santa Rita, chiusa nel 2013 e passata di proprietà? Bisognerebbe accertare la cosa e allo stesso tempo salvaguardare, però, l’attività di una nuova azienda che nel frattempo ha iniziato ad operare con successo, impiantandosi nell’area della vecchia Polistamp, e non interrompere in alcun caso l’attività della nuova ditta.

Lo sostiene il capogruppo di minoranza della lista A/gente comune di Cinigiano, Giovanni Barbagli, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Romina Sani e ha scritto una lettera all’Arpat, all’ Asl 9, al sindaco stesso e ai carabinieri di Cinigiano facendo presente che il 2 aprile è venuto a conoscenza «che nei piazzali antistanti la ditta Polistamp di Santa Rita, sarebbero stati interrati, a suo tempo, fusti di materiale chimico altamente inquinanti. L’ interrogazione che ho presentato al sindaco anche nella sua veste di autorità sanitaria- spiega Barbagli- sarà accompagnata da una denuncia che invierò alle autorità competenti».

Nell’interrogazione, Barbagli si dice «preoccupato che detto materiale possa rappresentare un rischio di inquinamento della zona e della falda acquifera propagando i suoi effetti in tutta l'area, compreso il fiume Orcia, per effetto dei canali di scolo» e per questo ritiene opportuno che si debba accertare se questo corrisponda al vero e nel caso porre in atto interventi di bonifica urgenti.

Barbagli specifica che la vecchia Polistamp non esiste più ed ha cambiato nome e proprietà e che «quindi vanno individuate modalità di risanamento che non pregiudichino il proseguimento della attività odierna». Concetto, questo, ribadito con forza anche nella lettera inviata ad Arpat, Asl, sindaco e carabinieri, dove Barbagli chiede che «ognuno per le proprie competenze si attivi per verificare se quanto gli è stato riferito corrisponda a verità».

Dal canto suo, il sindaco di Cinigiano afferma di non sapere nulla della questione segnalata da Barbagli: «Non sappiamo ma cercheremo di capire e se emergeranno cose, sarà giusto intervenire. Se qualcuno si prende la responsabilità di sostenere la veridicità di un fatto del genere, dico che ben vengano le ricerche e le indagini».

La ditta Polistamp a cui Barbagli si riferisce era nata nel 1992. Vi si costruivano lastre e pannelli isolanti, per edilizia civile e industriale, poliuretano espanso a spruzzo, schiume autoespandenti, silicone, tubi in polietilene ad alta densità, celle frigorifere prefabbricate. Nel momento del suo massimo impiego, la Polistamp dava lavoro a oltre 60 persone e spesso nemmeno trovava manodopera sufficiente. Poi la crisi globale e la decisione di chiudere bottega. Dopo la Polistamp, nella medesima struttura è sorta una ditta nuova: «Una ditta nuova di zecca - commenta il sindaco Sani - che pare abbia volontà di espandersi ancora. Lo speriamo». (f.b.)

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