Il presidio
Appetiti dei politici sul Cesvot
Grande partecipazione e manovre per l’elezione del consiglio direttivo
GROSSETO. Al Cesvot c’è maretta. Il Centro servizi per il volontariato della Toscana, che per legge dispone di denari provenienti da fondazioni bancarie, è composto dalle grandi associazioni (Avis, Arci, Misericordia, Anpas, Auser, Acli, etc) che hanno a suo tempo scritto lo statuto e da circa 15 anni amministrano in media, a livello regionale, 8 milioni di euro all’anno (massimo 12, quest'anno circa 3, uno dei minimi storici), utilizzati in gran parte per la gestione dei servizi alle associazioni.
Cesvot ha anche una quarantina di dipendenti concentrati soprattutto su Firenze e investe per la realizzazione di pubblicazioni e iniziative di comunicazione.
Una parte dei fondi sono distribuiti direttamente alle associazioni attraverso bandi per la formazione dei volontari e per la realizzazione di progetti innovativi, soprattutto nel sociale. Per statuto il Cesvot ha delle delegazioni territoriali a cui partecipano le associazioni di ciascuna provincia.
Quella di Grosseto dispone di un dipendente (Marco Giuliani, presidente del circolo Arci Korakhanè), di una sede (in via Ginori) e di un piccolo budget per la formazione dei volontari locali e l'organizzazione di eventi di promozione del volontariato.
Caso più unico che raro in Toscana, a Grosseto il Cesvot è stato sempre un po’ snobbato e a tirare avanti la baracca sono state spesso le piccole associazioni della provincia, a partire da Ceis e L’Altra Città. Non solo. In passato è risultato difficile anche comporre e far funzionare i direttivi, proprio per la mancanza di persone disposte ad assumere ruoli di vertice. Ovviamente non retribuiti.
Negli ultimi 10 anni i presidenti Alberto Brugi e Andrea Caldelli hanno compiuto un buon lavoro, portando servizi in tutta la provincia e realizzando progetti che sono stati presi a modello a livello regionale.
Dal 2000 a oggi sono stati banditi decine di progetti, strumenti e azioni di cittadinanza. Il Cesvot di Grosseto ha acquisito prestigio anche a Firenze e forse si è creato qualche inimicizia e invidia.
Fatto sta che nei giorni scorsi, per la prima volta dopo 15 anni, la politica si è affacciata all’assemblea dei soci, attraverso le associazioni più grandi. Venticinque delegati Avis, come nel loro diritto, si sono presentati per la prima volta, tutti insieme, alla stessa ora, per eleggere la loro quota di consiglieri. Ampia anche la partecipazione Anpas. L’ex assessore provinciale Patrizia Siveri (Pd – in quota Anpas, appunto) ha tenuto un discorso solenne e applaudito, risultando la terza degli eletti. Altri soci hanno “cammellato” o “cordato” questo o quel consigliere. Insomma un clima sconosciuto in seno a questo organismo a livello grossetano, una novità assoluta in termini di partecipazione.
Primo dei consiglieri è risultato Giorgio Nucci (Arci Solidarietà), al secondo posto Silvia Sordini (Uisp). Gli eletti sono 23. Adesso ci sarà la corsa alla presidenza. Si parla di un accordo possibile sul nome di Carlo Sestini (Avis).
Di colpo, in tempi di vacche magre, anche il Cesvot è diventato un fortino da conquistare.
Per la cronaca, al 31 dicembre 2014 risultavano aderenti al Cesvot di Grosseto 230 associazioni, ovvero quasi dieci in più rispetto alle 221 del 2013. Ed è questo il dato più importante che emerge dal bilancio del Centro servizi, che nell'anno passato ha investito sulla formazione dei volontari grossetani circa 24mila euro. Rimasta invariata, invece, la somma destinata allo sviluppo e promozione territoriale: settemila euro. Cala la spesa dedicata alle iniziative di delegazione con un investimento di circa diecimila euro.
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