Evasione delle accise: arrestato ex presidente degli industriali
Grosseto, Aristide Giannetti, la sorella Beatrice e Andrea Chiappelli accusati di associazione a delinquere. Nel mirino della guardia di finanza di Roma i trasporti dalla Germania di oli energetici
GROSSETO. Aristide Giannetti ha 40 anni ed è stato presidente dell’Unione industriali di Grosseto. Dal pomeriggio di mercoledì 24 marzo è rinchiuso nel carcere di via Saffi, a Grosseto, insieme al ragionier Andrea Chiappelli, 44 anni. In un altro istituto penitenziario, invece, la porta si è chiusa dietro le spalle di Beatrice Giannetti, la sorella dell’ex numero uno degli industriali. Tutti sospettati, insieme ad altre 23 persone, di associazione per delinquere finalizzata all’evasione del pagamento delle accise.
È questo il risultato di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma: gli arresti ordinati dal gip sono stati eseguiti dalla guardia di finanza della Capitale. Arresti eccellenti. In tutto sono almeno ventisei gli indagati per una vicenda che riguarderebbe il mancato versamento di accise nel commercio con l'estero: secondo gli inquirenti avrebbero importato olii energetici da almeno tre località della Germania, alterandone talvolta le caratteristiche per evitare di pagare le accise previste. Sei persone sono in carcere, due ai domiciliari, su tutti grava l'imputazione di associazione per delinquere.
L'azienda di trasporti e logistica Giannetti, fondata dal padre di Aristide, è stata per decenni uno dei pilastri dell'imprenditoria grossetana. Aristide Giannetti ha guidato Assindustria nel quadriennio 2005-2009. Al centro dell'inchiesta è finita la società Giannetti Logistic System srl di Lodi, della quale è amministratore unico Andrea Chiappelli, grossetano di 44 anni. Aristide Giannetti è invece il direttore commerciale, mentre sua sorella Beatrice il direttore finanziario. I legali dei tre arrestati stanno intanto studiando le carte.
"Da quello che è emerso fino a ora - spiega Alessandro Maria Lecci, che difende i tre arrestati insieme al collega del Foro di Roma, De Carolis - anche la perizia disposta dalla Procura di Roma conferma che il materiale trasportato non era sottoposto ad accise. Quello che è successo è il frutto di un drammatico equivoco. I miei clienti, comunque, hanno fiducia nella giustizia".
L’avvocato grossetano e il suo collega romano stanno studiando le carte. Stanno spulciando le 163 pagine di ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari di Roma per presentare, appena possibile, la richiesta di scarcerazione per i loro clienti. Quello che secondo i legali veniva infatti trasportato in Italia dalla Giannetti Logistic System, sarebbe stato olio tecnico che non sarebbe soggetto al versamento delle accise. Diversa invece l’idea della Procura di Roma che ha chiesto gli arresti; il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto necessario il carcere per sei degli indagati e sufficienti i domiciliari per due.
L’inchiesta è cominciata nel 2013 e nel mirino della guardia di finanza di Roma sono finiti i trasporti da almeno tre località della Germania di oli energetici. "Hanno accettato con serenità quello che è successo - aggiunge Lecci - perché sono fiduciosi nella giustizia e certi che questa situazione possa essere spiegata senza lasciare dubbi".
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