Il presidio
Gli ambientalisti: "Il porta a porta conviene, ora si esprima la giunta"
Dopo le dichiarazioni dell’assessore Tei, i comitati portano i dati: "Dove la raccolta è all’80% la tariffa è dimezzata e si creano posti di lavoro"
GROSSETO. Una tariffa dei rifiuti dimezzata rispetto alla media nazionale, posti di lavoro e un messaggio educativo. Eccoli i benefici che derivano dal fare il porta a porta e che il Comitato Beni comuni Grosseto, Forum ambientalista Grosseto, Comitato per il no all’inceneritore e Forum cittadini nel mondo, elencano all’assessore Giancarlo Tei a tre giorni dalle sue dichiarazioni sulla gestione della raccolta differenziata a Grosseto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11044802:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/15/news/differenziata-choc-il-porta-a-porta-finisce-con-il-cassonetto-stradale-1.11044802]]
Secondo Tei i benefici della raccolta porta a porta sarebbero «solo supposti» e la mancata estensione del pap (porta a porta) in città – oggi è in uso a Barbanella e Gorarella e, per la sola raccolta del vetro, in centro storico – è dovuta ai costi.
«Sentire l’assessore che dice che “i benefici sono tutti supposti” ci fa girare le scatole», dice Ubaldo Giardelli del Comitato per il no all’inceneritore. Il beneficio educativo è semplice: è dimostrato che con il porta a porta si riduce la produzione globale dei rifiuti. C’è poi un beneficio lavorativo. Giardelli porta l’esempio di Asti, comune con circa gli stessi abitanti di Grosseto, che dal 2002 al 2006 è passato da una percentuale di differenziata dal 20,8 al 65%. Gli addetti a tempo pieno sono passati da 10 a 59. «A Grosseto sarebbero 128», dice Giardelli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11074842:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/19/news/la-sfida-della-differenziata-la-convenzione-capestro-va-disdetta-in-autotutela-1.11074842]]
Quanto alla bolletta chiunque si è accorto che, dall’ingresso del nuovo gestore, Sei, è rincarata. Giardelli porta un esempio concreto e inconfutabile: l’esperienza di Contarina, società pubblica formata da due consorzi di 50 comuni nel Trevigiano. Dal 2000 al 2011 sono passati dal produrre 269 tonnellate di rifiuti non riciclabili a 63 tonnellate. In percentuale, è l’82,5% di raccolta differenziata. «Così – spiega Giardelli – a fronte di un aggravio del servizio di 444.000 euro, Asti ricava 400.000 euro dalla vendita delle materie riciclate dai rifiuti. In più ha i contributi Conai». Risultato? Gli abitanti di quei comuni nel 2012 hanno pagato in media 149 euro a testa, mentre la media in Italia, dove la differenziata è ferma al 39,9%, è di 240 euro.
A Grosseto la percentuale di differenziata è ancora più bassa: 38%. Cosa succederebbe se anche qui si raggiungesse una percentuale di oltre l’80%? Per gli ambientalisti è già dimostrato: si dimezzerebbe la tariffa perché i rifiuti potrebbero essere riciclati e rivenduti come materie prime. E, in particolare, a fruttare di più è un tipo di differenziata: il porta a porta. Rispetto alla differenziata tramite cassonetto stradale, il pap fa ottenere rifiuti più “puliti” che, rivenduti, danno ricavi più alti. Ad esempio il vetro si rivende a 96 euro in prima fascia e 34 in seconda; quello del cassonetto della differenziata, invece, non supera la terza fascia, cioè 17 euroa tonnellata.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11074858:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/19/news/raccolta-rifiuti-stesso-servizio-ma-costa-di-piu-per-capire-perche-i-comuni-della-zona-sud-pagano-un-consulente-1.11074858]]
Secondo Tei, però, fino ad oggi questa gestione della differenziata non è stata possibile perché la quantità di rifiuti da pap è stata troppo piccola rispetto a quella derivata da cassonetto e questo ha reso più conveniente mischiare i rifiuti raccolti col pap con quelli del cassonetto della differenziata.
Così facendo, è vero che la qualità (quindi il ricavo) dei rifiuti da pap si abbassa, ma d’altro canto si alza quello dei rifiuti raccolti col cassonetto della differenziata e ci si è accontentati. Il vetro, ad esempio, ha fruttato 23 euro/t.
Gli ambientalisti però confutano anche questa affermazione. Un po’ perché, sempre secondo l’esperienza di Asti, il servizio costa di più quando vige un sistema di raccolta misto, proprio come è oggi a Grosseto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11075125:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/19/news/rifiuti-un-business-in-mano-a-un-arcipelago-di-societa-private-1.11075125]]
Un po’ perché, spiega Roberto Barocci del Forum Ambientalista, «il ragionamento di Tei si basa su dati del 2011, quando il pap c’era solo a Barbanella. Oggi, per fare il suo stesso esempio del vetro, questo si raccoglie a Barbanella, a Gorarella e in centro. Nel 2013 solo da Barbanella e Gorarella se ne sono raccolte oltre 400 tonnellate e nel resto del comune oltre 700. È chiaro che le proporzioni sono cambiate: oggi la raccolta da pap conviene e conviene vendere separatamente».
Nella tabella a destra, i numeri del Coseca che dimostrano che già nel 2009 i ricavi derivati dalla vendita delle materie prime, dai mancati costi di smaltimento e dal risparmio sull’ecotassa hanno fatto risparmiare 643.000 euro per il pap a Barbanella. Che da un costo di partenza di 830.000 euro è passato a costare 187.000 euro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11074832:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/19/news/sei-toscana-e-in-piazza-dante-per-i-vostri-reclami-e-suggerimenti-1.11074832]]
«Sempre secondo l’esperienza di Asti – prosegue Giardelli – si osserva che l’anno in cui da loro il costo del servizio è stato più caro è quando la differenziata era al 38%, perché era un sistema di raccolta mista». Due sistemi diversi, cioè, implicano costi maggiori. «Tei dice che il porta a porta non va fatto perché conviene ma perché lo dice la legge? Be’, noi gli diciamo che il pap conviene, perché è economico, fa ridurre la tariffa e riduce i rifiuti. Scusate se è poco», conclude.
Barocci ha una richiesta precisa: «La giunta e il sindaco si devono esprimere rispetto alle parole di Tei: non aver indicato la voce degli incassi dalla vendita delle materie ricavate dal pap è un atto illegittimo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
