Il presidio
Un incendio danneggia la Casa del popolo
Fiamme e atti vandalici devastano la struttura di Bagno di Gavorrano Sfiorata la tragedia, chiuso il parco. Il vicesindaco: «Gesto da irresponsabili»
BAGNO DI GAVORRANO. Il giorno dopo c’è un gruppo di bambini (avranno circa dieci anni) che saltellano attorno al segretario. «La prego non lo chiuda» gli dicono. «Lo difendiamo noi e se viene qualcuno di sospetto la chiamiamo subito». Giulio Querci sorride, ma ormai non si torna indietro. Attorno al parco che sta dietro alla Casa del Popolo verranno messe delle reti e dei cartelli con su scritto «proprietà privata».
Magari saranno semplici da scavalcare, ma d’ora in poi se qualcuno viene sorpresa là dentro saranno guai. «Mi dispiace, ma la situazione non è più sopportabile» spiega il segretario del circolo Pd di Bagno di Gavorrano. In realtà lui e tutti gli altri soci hanno sopportato fin troppo, tra vetri spaccati, porte sfondate a calci, vasi distrutti. Poi però la goccia che fa traboccare il vaso, lunedì sera, quando alcuni ignoti hanno dato fuoco a una pannellatura che ha fatto sfiorare la tragedia. Sulle friggitrici usate per la festa dell’Unità, proprio dietro quella parete, ci sono gli schizzi della plastica mentre bruciava; là sotto, poi, corre no stop la linea del metano che si collega anche alle abitazioni vicine. «Si fosse infiammata una friggitrice… meglio non pensarci» sospira Querci.
Ci sarebbe stato un effetto a catena, che avrebbe colpito diverse case mentre la Casa del Popolo avrebbe bruciato per ore fino a diventare una maceria. Probabile che gli autori non sapessero del rischio che stavano correndo loro e gli altri residenti del Bagno, ma questo non li scagiona dall’aver sfiorato un vero disastro. Il segretario nonché vicesindaco minerario ha fatto subito denuncia ai carabinieri, la quarta negli ultimi due anni.
Difficile risalire ai responsabili, ma da oggi le cose saranno ben diverse: il parco, con la sua pista di pattinaggio, l’erba e gli altri giochi saranno chiusi, mentre restano in vita tutte le attività che si svolgono all’interno. E a farne le spese saranno quei bambini che saltellavano attorno a Querci. «Mi dispiace – ripete – Ma non possiamo andare avanti così. Che i genitori degli autori si prendano le loro responsabilità».
Perché di due cose il segretario e responsabile della struttura è sicuro: di non voler passare dei guai seri per colpa di alcuni giovani vandali che magari vanno a far danno e poi si fanno male e che gli autori dell’incendio non abbiano più di vent’anni. Durante la sua gestione, del resto, ha trovato troppo spesso ragazzi tra i 10 e i 17 anni negli spazi della Casa del Popolo a spaccare vetri, ad arrampicarsi sul tetto e così via. «Ora è il momento di dire basta». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta lunedì sera, intorno alle 20.
In quel momento, nella sala della struttura, si sta svolgendo la lezione di ballo del gruppo Odissea 2011. Musiche e giravolte, finché qualcuno non sente puzza di fumo e degli strani rumori, come uno sgretolio. «All’inizio pensavano fossero dei mortaretti» spiega Querci. Invece era un incendio che si stava alzando lungo la parete in plastica che sta sul retro della struttura. Il segretario e il suo predecessore, Vitaliano Castelli, sono stati chiamati subito e in un baleno erano sul posto, pronti a spegnere le fiamme con gli estintori. I carabinieri hanno verbalizzato l’accaduto. Come sia partito l’incendio rimane un mistero.
L’ipotesi è che gli autori abbiano appiccato fuoco a delle coperte appoggiate sulle panche utilizzate per il Carnevale dei ragazzi, andato in scena una decina di giorni fa. Erano state lasciate lì in attesa di essere portate via, ma le hanno trovate prima i vandali. Tant’è che ieri mattina erano ridotte a un mucchio di cenere. Il fuoco ha bucato quasi subito la parete, sfiorando le friggitrici e con loro la tragedia. Da qui la decisione di chiudere tutto, almeno fino a lunedì, giorno in cui è stato convocato il direttivo. Una decisione che comunque fa discutere a Bagno, dato che quell’area è molto frequentata dai ragazzi per il doposcuola. Ma il segretario è deciso: servono misure drastiche. «Alla Casa del Popolo la sera c’è sempre qualcuno: il lunedì i corsi di ballo, il martedì di teatro e di computer, il sabato si balla» spiega.
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