Vandali scatenati per la festa dei 100 giorni
Vomitano e fanno i propri bisogni sul lungomare: giorni da incubo nel golfo Durante la notte si sono divertiti a sfasciare le panchine e suonare campanelli
FOLLONICA. La festa dei cento giorni porta disagi e vandalismi a Pratoranieri: il quartiere è in rivolta.
È stato un fine settimana da dimenticare quello appena trascorso per i residenti del quartiere turistico a nord di Follonica. Sabato nel pomeriggio sono arrivati nel golfo alcuni gruppi di studenti provenienti dalle città vicine per festeggiare il tradizionale traguardo dei cento giorni all'esame di maturità. Peccato che poi i ricordi di quella festa siano ancora oggi presenti nelle aree verdi e nei giardini delle villette di Pratoranieri. Bottiglie rotte, spazzatura sulle panchine, ancora sporcizia ovunque. «Sabato pomeriggio – racconta una follonichese che abita in un appartamento di fronte al mare, all'altezza dei bagni Baia Mia – sono arrivati molti ragazzini a Follonica: tanti appartamenti che solitamente d'inverno sono disabitati erano occupati e quando sono andata a fare la spesa al supermercato della zona ho notato la presenza di moltissimi giovani che acquistavano provviste per il fine settimana. Tra domenica e lunedì abbiamo trovato di tutto vicino alle nostre case: chiazze di vomito e escrementi, bottiglie spaccate e vetri ovunque, ancora spazzatura lasciata nei giardini».
Il sabato notte poi i ragazzi si sono divertiti a suonare i campanelli fino alle quattro di notte, urlando e facendo confusione, tanto che alcuni residenti si sono svegliati per controllare cosa stesse succedendo. «Hanno preso a calci lampioni, cancelli: un caos insomma – racconta una ragazza che vive sempre a Pratoranieri – Non abbiamo mai dormito, fino alle 4 e 20 hanno suonato ai nostri campanelli, non erano comunque follonichesi ma studenti delle città vicine». Ieri mattina poi i residenti hanno notato che alcuni ragazzi avevano trascorso la notte sulla spiaggia e sulle panchine dei giardinetti di fronte al mare, dove sono stati lasciati bottiglie, sacchetti e bicchieri di plastica segni del bivacco notturno. «Qualcuno ha pure tentato di spaccare i giochi del parco ieri mattina intorno alle sette e mezzo: quando li ho visti ho urlato e sono scappati – spiega ancora la follonichese – Mio figlio alle 8 poi, sempre ieri mattina, quando è salito sul treno per andare all'università ha visto molti di questi ragazzi che stavano tornando a casa. Il più grande rammarico è che ci sentiamo impotenti, la colpa a mio avviso è solo delle famiglie che dovrebbero vigilare sui propri figli e qui si parla di ragazzi minorenni. Sicuramente interesserà il giusto, ma viviamo in una collettività e tutto ciò dovrebbe riguardarci indipendentemente dal quartiere in cui viviamo, se tutti siamo uniti riusciamo a cambiare ogni situazione della nostra città».
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