Il Tirreno

Grosseto

VERSO LE ELEZIONI REGIONALI

Il leghista Borghi in città lancia Lolini contro il Pd

Maurizio Bernardini
Il leghista Borghi in città lancia Lolini contro il Pd

Il candidato del Carroccio attacca Lamioni: "Lo hanno messo nel congelatore"

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GROSSETO. Un’ottantina di persone, di rosso solo il nome della saletta (all’hotel Granduca) che ospita l’incontro. Niente giri di parole, ma sostanza e populismo. Qualche apertura ai possibili compagni di strada e bordate al Pd, bollato come «una piovra». Così si presenta ai maremmani Claudio Borghi, candidato governatore della Toscana della Lega Nord. Accanto a lui, il commissario di Siena e Grosseto, Francesco Giusti. Tra il pubblico spicca il nuovo big locale del partito, quel Mario Lolini (al tempo nel Pdl, sponda An) che nel 2011 trascinò Emilio Bonifazi sino al ballottaggio alle Comunali.

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Borghi snocciola i classici temi della Lega: stop all’immigrazione incontrollata; basta con l’Euro visto come un totem inattaccabile; flat tax al 15 per cento per tutti; più sicurezza, cancellazione del reato d’eccesso di legittima difesa; difesa del mondo agricolo, marittimo, delle partite Iva e del commercio di vicinato, quello strozzato da sette anni di profonda crisi e «di mega supermercati che aprono, mentre i piccoli chiudono i battenti».

Intanto Lolini annuisce, sorride: la sintonia c’è. Un’ammiccare che, specie se considerato il nomignolo che si porta dietro l’ex candidato sindaco, Amintore, come Fanfani e i suoi modi pacati, rende plastico quello che è il pensiero che va ripetendo da diverso tempo Matteo Salvini: i moderati? Non son più tanto moderati. Sono stizziti, a volte addirittura furiosi. Borghi tira sassate su tutto il sistema toscano. Sanità prima in Italia? «Frutto di autovalutazioni, propaganda. Andate a vedere il buco macroscopico dell’Asl di Massa», senza considerare che il piano di accorpamenti di Rossi «prevede, guarda caso, tagli pari proprio a quel vuoto di bilancio».

L’informazione parla degli scandali della politica, inclusi quelli avvenuti in Lega? Se c’è chi ha sbagliato è giusto scriverne, ci mancherebbe altro. «Ma pensiamo anche alle voragini bancarie, ai soldi del Montepaschi, alla Banca Etruria. L’Mps? È andato bene per secoli, poi è arrivato il Pd: come le locuste».

Ce n’è per tutti. Anche per gli sponsor delle aree vaste, considerate un enorme errore. «Come se amministrare un territorio grande come la Maremma non sia già sufficiente».

Poi il candidato torna a discutere di alleanze per le Regionali. «Siamo aperti a tutti, anche ai 5Stelle. Ci abbiamo provato a coinvolgerli. La risposta? Avete ragione, ma poi per noi sarebbe difficile prender voti in Campania. Incredibile. Comunque rimaniamo qui». Una mezza carezza arriva pure a Gianni Lamioni, scelto come capofila da Forza Italia e centristi: «lo hanno trattato male. Prima tirato fuori e poi messo nel congelatore in attesa di non si sa cosa». Forza Italia? «Può convergere sul mio nome, ma diciamo che tiferei per una scissione» dice Borghi mentre divide, di fatto, l’area Verdini dal resto del partito. Passano i minuti, arriva l’appello ai maremmani: «Il Pd vi ha umiliati, rialzate la testa».

Questo è quanto. La scalata di Borghi alla roccaforte della sinistra italiana è iniziata pure a Grosseto. Qui, il sostegno di Lolini sarà determinante nel portare voti e acciuffare preferenze frutto di un consenso personale che va ben oltre quello legato al movimento di Alberto da Giussano. Intanto c'è chi lavora per metter su una sede del Carroccio: sarà a due passi dal centro storico.

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di Redazione web