Il Tirreno

Grosseto

Famiglia con figli finisce in strada «Il Comune ci aiuti»

di Ivana Agostini
Famiglia con figli finisce in strada «Il Comune ci aiuti»

Giovane coppia senza soldi e lavoro lancia un appello L’assessore Schiano: «Li abbiamo supportati in tutti i modi»

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MONTE ARGENTARIO. «Dal 18 di marzo saremo in strada, non sappiamo più dove andare. Il Comune ci aiuti». Il grido di aiuto arriva da una coppia di giovani che, originari del sud, si sono stabiliti sul promontorio da un paio d’anni.

I coniugi hanno due figli piccoli e abitano a Monte Argentario. Sono arrivati dal sud mettendo su un’attività che non è andata bene e hanno dovuto chiuderla. Per questo - racconta la ragazza - «non ho potuto pagare l’affitto non avendo un lavoro». Ciò ha portato a una causa con i proprietari dell’abitazione che si è conclusa con uno sfratto esecutivo da ottobre 2014.

Pochi giorni prima dello sfratto (il 18 ottobre) la ragazza racconta di essere stata contattata dai servizi sociali che hanno offerto un alloggio temporaneo. Ma dovranno lasciarlo il 18 marzo. «I servizi mi hanno aiutato - dice la donna - perché dopo tre giorni avrei avuto lo sfratto esecutivo ma ora mi trovo nella stessa situazione di prima. Il Comune non mi può abbandonare, ho due bambini». La giovane lamenta illazioni fatte da alcuni cittadini su Facebook.

«Non ci hanno mai nominato espressamente - racconta lei - ma hanno scritto cose riconducibili a noi». Ora, «io sto svolgendo un servizio per la comunità – dice la mamma – ma sono poche ore a settimana. Mio marito ha avuto un intervento chirurgico e non può lavorare, per il momento». La coppia non può tornare nemmeno nella propria città d’origine, al sud, non avendo nessuno che può dare loro aiuto.

Sulla loro storia abbiamo sentito il Comune di Monte Argentario. «Il Comune - dice Priscilla Schiano, vicesindaco di Monte Argentario con delega alle politiche sociali che conosce bene la questione – ha fatto per questa famiglia tutto quello che poteva fare. Abbiamo supportato la famiglia per un anno in tutti i servizi che vengono loro offerti gratuitamente, abbiamo pagato l’affitto della casa in cui abitano e abbiamo predisposto per la donna un inserimento lavorativo dal prossimo aprile. Più di questo non possiamo fare». L’assessore fa presente che questo è un momento di altissima difficoltà e che comunque l’amministrazione non può certo accollarsi, per sempre, il mantenimento di intere famiglie. Non mette in dubbio la situazione di difficoltà ma dice che non può andare contro la legge. «La coppia - spiega – non essendo residente da due anni sul promontorio non può nemmeno iscriversi nella lista per le case popolari che vengono date in situazioni di emergenza e poi, anche se potesse, al momento non ci sono abitazioni libere».

Il problema riguarda anche le liste d’attesa: circa 150 persone aspettano l’assegnazione dopo aver partecipato al bando che esce ogni tre anni e una trentina sono in situazione di emergenza e aspettano un alloggio. «Stiamo cercando di accertare - dice Schiano – chi ha ancora diritto alla casa popolare ma sono accertamenti che richiedono tempo. Io devo seguire la legge». La Schiano invita la famiglia a cercare un alloggio e a partecipare al bando “contributi sugli affitti” precisando che il Comune non lascia solo nessuno e che può ancora aiutarli sotto altre forme.

Intanto il marito della donna «invita il Comune a dare aiuti a chi davvero ha bisogno non basandosi magari sulle chiacchiere del paese o su chi va a protestare negli uffici comunali sostenendo che noi gli aiuti non li meritiamo perché andiamo vestiti bene. Noi non abbiamo paura dei controlli e anzi, invitiamo il Comune a controllare».

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