Italia
Piano di recupero del cinema Mazzini, caccia ai contributi
Pronto il progetto per riaprire al pubblico la storica sala cittadina Il sindaco Giuntini: «Aspettiamo il bando europeo per avere i soldi»
MASSA MARITTIMA. Manca qualcosa in città, ormai da un po’ di tempo. Uno di quei luoghi in cui passano intere generazioni e che fanno da punto di contatto tra persone e cultura: il cinema. Eppure la struttura c’è ed è quasi pronta ad essere rimessa in sesto, lo storico cinema Mazzini, ma ancora mancano dei tasselli e soprattutto dei soldi per poterlo riaprire.
La discussione a riguardo è tornata in voga a Massa Marittima, e il sindaco Marcello Giuntini non ha mancato di dare il suo contributo, accendendo un barlume di speranza per una risoluzione quanto più rapida del problema. «Nella prossima programmazione regionale-comunitaria ci dovrebbero essere risorse per questo tipo di interventi – spiega il primo cittadino – La predisposizione del progetto è quindi propedeutica all'accesso a questi fondi: ci stiamo attrezzando per essere pronti quando questi bandi usciranno».
Il progetto di recupero, o quanto meno la bozza, c’è già. L’ufficio tecnico comunale lo aveva predisposto a suo tempo e adesso lo sta modificando «per renderlo più efficiente» continua Giuntini, che in campagna elettorale, aveva messo come uno dei punti del suo programma proprio il recupero del cinema teatro Mazzini, come si legge nella scritta in ferro ormai arrugginita sopra al cancello. E i massetani in questi giorni sono tornati a ricordargli l’impegno preso, perché, come dice una cittadina, «penso che Massa si meriti di avere almeno un cinema», senza dover raggiungere Follonica o Grosseto.
Il sindaco, senza tanti fronzoli, tira fuori il nocciolo della questione: «L'investimento di recupero ha un costo di diverse centinaia di migliaia di euro e quindi è troppo oneroso per le sole finanze del Comune». Dunque, per risolvere la questione (a meno di un improvviso interessamento di un privato) per poter riaprire il Mazzini servirà attingere ai fondi regionali ed europei, presentando un progetto impeccabile. Il Mazzini però non è solo cinema, ma anche teatro. E pure questo sarebbe uno spazio utile per un sacco d’iniziative, come dimostrano i vari spettacoli ultimamente messi in scena in città, in altre sedi. «A Massa sono presenti un sacco di associazioni artistiche» fa notare un’insegnate di danza, che oltre alla sua scuola cita quella di musica. «Siamo costretti a fare i nostri spettacoli altrove» spiega. Ma anche su questo punto interviene Giuntini. «Importante sarebbe anche il recupero come teatro, visto che c'è sempre più attenzione a questo segmento culturale, come l'ottima riuscita delle esperienze promosse in questo senso dal Terziere di Borgo e la nascita di gruppi amatoriali anche nella nostra città ne sono un esempio». Ci sono anche delle idee per recuperare il Mazzini. «La sistemazione di una sala da 250-300 posti circa (non credo sia opportuno ed economico recuperare la galleria) sarebbe importante anche per riunioni e convegni di un certo livello e completerebbe l'offerta che, in questo senso, danno le due sale più piccole: Le Clarisse e il Palazzo dell'Abbondanza» conclude Giuntini.
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