Il Tirreno

Grosseto

LA PROTESTA

Via ai ricorsi al Tar contro la chiusura degli uffici postali

Gabriele Baldanzi
Una delle tante proteste contro la chiusura degli uffici postali
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Una delle tante proteste contro la chiusura degli uffici postali

I piccoli Comuni montani si coalizzano a livello regionale, anche Roccastrada si muove per tutelare le sue frazioni

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GROSSETO. La Cgil prefigura scenari foschi anche per gli anni a venire riguardo al piano di razionalizzazione di Poste Italiane. «Gli uffici postali sul territorio saranno concentrati unicamente nelle zone più redditizie e in Toscana si andrà ben oltre le 65 chiusure e le 37 riduzioni prefigurate nelle ultime settimane». Sono parole del leader grossetano del sindacato Slc Cgil, Graziano Benedetti.

«I tagli di cui si parla sono infatti riferiti agli anni 2013 e 2014, a cui dovranno seguire ulteriori chiusure e razionalizzazioni per gli anni successivi. Noi abbiamo già espresso tutta la nostra contrarietà e le nostre perplessità verso un progetto che penalizza fortemente parte del territorio con pesanti ricadute anche occupazionali. Cgil sarà al fianco dei sindaci in questa lotta», ribadisce Benedetti.

E intanto anche nel territorio di Roccastrada sale la protesta per la chiusura dell’ufficio postale di Torniella (a rischio, secondo Cgil, ci sarebbe in futuro anche Sassofortino). Dopo la mobilitazione del sindaco e della Pro loco, arriva adesso la notizia che l'amministrazione guidata da Francesco Limatola si rivolgerà al Tar di Firenze, aderendo all'iniziativa di Uncem Toscana (Unione nazionale Comuni comunità enti montani). Sarà infatti un legale dell'associazione che porterà avanti tutti i ricorsi presentati dai Comuni toscani, assicurando così un risparmio nelle spese legali e una pressione politica più forte.

«La chiusura della Posta a Torniella provocherebbe un pesante disagio ai cittadini – spiega il sindaco Francesco Limatola – ancora una volta sono le aree montane e rurali ad essere le più colpite, nelle quali peraltro, considerata anche le difficoltà dei collegamenti verso i centri urbani, l’ufficio postale rappresenta un servizio pubblico di primaria importanza. Per questo abbiamo deciso di lottare, tutti i sindaci uniti, contro questa decisione iniqua; ricordiamoci che Poste Italiane gestisce un servizio pubblico e come tale deve rispondere alle esigenze della collettività».

In questi giorni Uncem Toscana raccoglierà le adesioni ed entro la fine del mese il legale presenterà il ricorso, avviando così la procedura giurisdizionale.

Nei giorni scorsi i cittadini avevano inviato una lettera aperta ai vertici di Poste. «Siamo veramente preoccupati per questa decisione e vogliamo far presente che il suddetto ufficio postale serve due paesi, vicini tra loro e che distano ben dodici chilometri da Roccastrada, dove si trova l’altro ufficio postale più vicino, con mezzi pubblici di collegamento pressoché inesistenti. I due paesi,Torniella e Piloni, sono abitati da persone anziane che già non hanno uno sportello bancomat, tantomeno una banca, né una farmacia, né tante altre cose che dovrebbero essere ordinarie. Non c’è un presidio sanitario né un ambulatorio ma solo un medico in trasferta per due ore al giorno, tre giorni alla settimana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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