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Grosseto

respinto il ricorso asl

Sanzione ingiusta a Sarnicola Conferma anche in appello

Sanzione ingiusta a Sarnicola Conferma anche in appello

GROSSETO. La Corte di appello di Firenze ha respinto il ricorso della Asl 9 contro la sentenza di primo grado che aveva dato ragione al professor Vincenzo Sarnicola: nel 2013 il giudice del lavoro di...

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GROSSETO. La Corte di appello di Firenze ha respinto il ricorso della Asl 9 contro la sentenza di primo grado che aveva dato ragione al professor Vincenzo Sarnicola: nel 2013 il giudice del lavoro di Grosseto aveva annullato la sanzione inflitta all'allora primario di oculistica - che da qualche settimana ha lasciato la Asl - che si era visto sospendere dal servizio e dalla retribuzione per tre mesi. L'azienda aveva fatto ricorso contro l'annullamento ma i giudici fiorentini della sezione lavoro (Bronzini presidente, Schiavone e Liscio) hanno confermato la sentenza della dottoressa Antonella Casoli. La Asl è stata adesso condannata a ripagare Sarnicola - assistito dall'avvocato Francesco Amerini - le spese di giudizio pari a 3.000 euro; dovrà inoltre versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione. Le motivazioni non sono ancora depositate.

La Asl aveva contestato lo svolgimento - a suo giudizio non autorizzato e in condizioni di incompatibilità e di conflitto di interessi - di amministratore della Sarnicola&Sarnicola srl e del controllo della Santa Lucia srl, nonché del possesso di quote della Ovi Optical. La contestazione disciplinare era stata comunicata il 16 dicembre 2010, la sanzione era stata irrogata il 22 marzo 2011. «Tardi», aveva sostenuto il professor Sarnicola, perché dopo i 120 giorni di legge. Sarnicola aveva intanto ottenuto in via d'urgenza la sospensione del provvedimento, e poi aveva atteso il termine del procedimento di merito, in cui si era costituita l'azienda sanitaria: la direzione generale aveva insistito per la regolarità della procedura. Ma «era ormai ampiamente decorso - scriveva la dottoressa Casoli - il termine di 120 giorni». Non bisogna partire dall'esito dell'internal audit del 3 dicembre 2010 comunicato al direttore sanitario ma dal maggio 2010 «in cui la notizia dell'infrazione fu ricevuta dal dottor Andretta direttore dell'Unità operativa gestione del personale e presidente dell'ufficio procedimenti disciplinari, così come risultante dalla relazione dell'ufficio servizi ispettivi». E la Asl sapeva perfettamente del legame tra la Santa Lucia e il ricorrente, visto che la società venne costituita nel 1999.

(p.s.)

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