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Nuovo programma di investimenti, spuntano 45 milioni di euro
Bolletta alleggerita di 20 euro all’anno o più investimenti sulla rete dell’acquedotto. A questo punto è solo questione di scelte. L’Autorità idrica toscana (Ait) ha approvato la rimodulazione del...
Bolletta alleggerita di 20 euro all’anno o più investimenti sulla rete dell’acquedotto. A questo punto è solo questione di scelte. L’Autorità idrica toscana (Ait) ha approvato la rimodulazione del programma degli investimenti 2014-2026 di Acquedotto del Fiora spostando circa 20 milioni di interventi dal triennio 2017-2019 al triennio 2020-2022 e, allo stesso tempo, garantendo gli impegni sulla depurazione richiesti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali e regionali. Questa delibera mette l’Acquedotto nelle condizioni di sottoscrivere con le banche un finanziamento strutturato a lungo termine (2025) fino a 140 milioni di euro che permetterà di consolidare la posizione finanziaria netta del gestore e di completare il piano d’ambito degli investimenti (oltre 550 milioni di euro nei 25 anni di concessione). Quindi, un minore debito per l’azienda, ma che al contempo garantisce di effettuare gli stessi investimenti programmati per migliorare il servizio. «La rimodulazione, l’efficienza operativa raggiunta e la scelta di non distribuire gli utili – dice il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi – mettono Acquedotto del Fiora nelle condizioni di sottoscrivere un prestito strutturato a lungo termine, dopo sette anni in cui si è dovuta finanziare tramite operazioni ponte di breve periodo a causa delle instabilità finanziarie dovute alla crisi globale e alle modifiche del sistema di regolazione successive al referendum del 2011». Ora Acquedotto può limitare l’indebitamento massimo a 140 milioni di euro, 35 milioni in meno di quanto previsto dal piano precedente, e di conseguenza abbattere di una decina di milioni di euro gli oneri finanziari nel prossimo decennio. «Sono circa 45 milioni di minori esborsi rispetto a quanto pianificato che potrebbero essere utilizzati o per mitigare la tariffa o per realizzare più investimenti», conclude Tiberi.
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