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Grosseto

«Mettete Bilella ai domiciliari con il braccialetto»

«Mettete Bilella ai domiciliari con il braccialetto»

Disponibile un nipote dell’imputato che abita ad Agrigento La Corte si riserva, decisione entro cinque giorni

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GROSSETO. Il coup de theatre arriva alle 18.50 a conclusione di udienza. Di effetto ma pienamente legittimo. È la richiesta di scarcerazione di Antonino Bilella. L’avvocato Bruno Leporatti prende la parola: «Non chiediamo la revoca della misura ma la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari, a casa del nipote in provincia di Agrigento: il nipote si è dichiarato disponibile».

Secondo il difensore, potrebbe rimanere il divieto di effettuare comunicazioni ma a Bilella potrebbe essere applicato il braccialetto elettronico. «Si tratta di un principio di civiltà giuridica», dice consegnando una memoria in cui è citata la giurisprudenza in merito ed evidenziando che se vi è un'altra misura cautelare soddisfacente l'istanza può essere accolta, a prescindere dal reato contestato, nel segno del «minor sacrificio possibile».

Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro replica con poche parole, spiegando che l’ufficio si riserva ogni pronunciamento non avendo potuto vedere il contenuto dell’istanza.

La Corte d’assise si ritira. Una decina di minuti di camera di consiglio e poi i giudici tornano in aula: anche la Corte si riserva di far conoscere la decisione «naturalmente entro i termini di legge». Ciò significa che i pm depositeranno il loro parere entro due giorni e che la Corte prenderà decisioni entro cinque giorni. Alle 19.15 l’udienza viene dichiarata chiusa e aggiornata al 12 marzo.(p.s.)

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