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Cancelli aperti e recinto vuoto Metà gregge era stato dilaniato

Cancelli aperti e recinto vuoto Metà gregge era stato dilaniato

SEMPRONIANO. «Il nostro gregge è stato dimezzato. Ora la nostra situazione è davvero difficile». Le parole sono quelle disperate di una donna, Aurora Papini, figlia della titolare dell’azienda...

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SEMPRONIANO. «Il nostro gregge è stato dimezzato. Ora la nostra situazione è davvero difficile». Le parole sono quelle disperate di una donna, Aurora Papini, figlia della titolare dell’azienda agricola La Conserva, Anna Rivieccio, nel comune di Semproniano.

«Tutto è iniziato la mattina del 10 febbraio – racconta la donna – quando io e mia mamma siamo andate al podere e abbiamo fatto uscire il gregge al pascolo. Verso l’ora di pranzo l’abbiamo rimesso nel recinto attorno alla stalla». Una giornata come molte altre non fosse che, quel giorno, Aurora e il compagno sono costretti a correre al pronto soccorso di Orbetello perché il loro bambino ha la febbre a 40 e mezzo.

«Mia mamma – dice Aurora – ha chiamato la sua consuocera per andare a rimettere il gregge verso le 16 ma quando sono arrivate al podere non hanno trovato più le pecore».

I cancelli erano aperti e il recinto era vuoto. La donna, sconvolta, ha fatto la denuncia ai carabinieri di Pitigliano. Aurora ha saputo tutto solo al rientro a casa e col suo compagno sono riusciti a trovare una piccolissima parte del gregge. «Le abbiamo rimesse a fatica, tremavano dalla paura – dice – e non volevano rientrare».

La mattina successiva Aurora e gli altri sono andati a fare un giro nell’azienda sperando di trovare il bestiame mancante ma purtroppo hanno avuto un’amara sorpresa. «Ne abbiamo trovate vive solo dieci dentro un fosso e cinque morte dalla parte opposta. Siamo stati costretti ad avvisare l’Asl che ha riconosciuto il danno da predatori». Le ricerche dei capi mancati fino a ieri non hanno dato esito positivo. Ma non è finita qui.

«Martedì – racconta Aurora – mi sono trovata davanti una scena che per paura non sono riuscita a filmare. Due predatori alti, uno grosso e uno più snello, con uno sguardo che penetrava dentro senza alcuna paura, erano lì davanti al portone della stalla col naso a terra e appena mi hanno visto mi hanno guardata per un secondo, il secondo più lungo della mia vita, e poi sono scappati». Tantissima la paura per Aurora: «Noi non siamo per uccidere il lupo. Non ci vorrebbe tanto a mettere in pratica un progetto reale per la sua salvaguardia allo stato brado. Invece di stanziare soldi per le recinzioni anti-lupo potrebbero usarli per recintare direttamente il lupo in una riserva apposita. Siamo tutti d'accordo che il lupo è un animale in via d’estinzione e va protetto ma di questo passo anche le pecore diventano animali in via d'estinzione».

Ivana Agostini

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