Sani firma interrogazione al ministro Padoan
GROSSETO. Luca Sani è uno dei firmatari dell’interrogazione presentata al ministro per lo sviluppo economico sulla prevista chiusura di numerosi sedi di Poste Italiane, che tanti disagi sta...
GROSSETO. Luca Sani è uno dei firmatari dell’interrogazione presentata al ministro per lo sviluppo economico sulla prevista chiusura di numerosi sedi di Poste Italiane, che tanti disagi sta comportando per i territori periferici.
L’interrogazione, primo firmatario l’onorevole Enrico Borghi presidente dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, chiede al ministro Padoan «quali azioni intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il garante delle comunicazioni (Agcom) rispetto al divieto di chiusura degli uffici postali nelle aree svantaggiate, e per favorire una concertazione tra la direzione di Poste Italiane e le amministrazioni locali, al fine di scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli del territorio nazionale».
Inoltre i firmatari chiedono «come s’intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane arrechino disagi ai cittadini che non vedono garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’ accordo siglato fra le Poste Italiane e lo Stato».
«Nel gennaio 2014 il presidente dell’Agcom, rispondendo al presidente dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna – sottolinea Sani – ha ricordato che una delibera dell’Authority ha “ritenuto opportuno inserire specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio».
In quell’occasione – aggiunge Sani – il «garante esplicita chiaramente che “i divieti di chiusura tutelano situazioni individuate in base a parametri oggettivi: la natura prevalentemente montana e la scarsità abitativa sono desunte da classificazioni Istat e da dati demografici”. È quindi inaccettabile l’atteggiamento tenuto da Poste Italiane, che secondo la stessa delibera di Agcom sono obbligate ad avviare con congruo anticipo sulle misure di razionalizzazione un confronto con le istituzioni locali sulle possibilità di limitare i disagi per le popolazioni interessate. I servizi postali, infatti, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali nello svolgimento di moltissime attività quotidiane, come il pagamento delle utenze, il ritiro del denaro contante da parte dei titolari di conto corrente postale e l'invio di comunicazioni. Servizi – conclude Sani – che non possono essere sospesi solo perché economicamente non redditizi».
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