Il Tirreno

Grosseto

la decisione del collegio

Ufficio stampa Esposto alla Procura dei sindaci revisori

GROSSETO. Esposto alla magistratura da parte dei sindaci revisori della Asl 9 di Grosseto contro il rinnovo dell’incarico di capo ufficio stampa dell’Asl per tre anni. A darne notizia è il...

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GROSSETO. Esposto alla magistratura da parte dei sindaci revisori della Asl 9 di Grosseto contro il rinnovo dell’incarico di capo ufficio stampa dell’Asl per tre anni.

A darne notizia è il vicepresidente della Commissione sanità del consiglio regionale toscano Stefano Mugnai che torna a occuparsi della vicenda da lui stesso sollevata «non per il singolo profilo professionale che non è in discussione ma per le modalità della delibera». In particolare Mugnai cita il collegio dei sindaci revisori laddove dice di aver preso atto che «le indicazioni fornite all’azienda prima che venisse adottata la deliberazione sono state totalmente disattese. Ritiene quindi inutile e dilatorio ripetere le stesse in sede di osservazioni e rilievi e pertanto giudica necessario segnalare il caso alla procura generale della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza, alla luce di un possibile danno erariale a seguito di atto illegittimo per violazione di legge».

«Con la delibera del 28 gennaio – ribadisce Mugnai – si conferisce un incarico fino al 2018 quando in virtù della riforma sanitaria in questi giorni al vaglio del consiglio regionale l’Asl di Grosseto, come tutte le altre in Toscana, dovrebbe cessare di esistere dal primo gennaio 2016. Non è in discussione la qualità professionale di chi ricopre il ruolo ma è il sistema che va discusso perché di quel sistema la giornalista in questione è una vittima. E spiace che proprio la Asl prima, e il suo sindacato poi, ne abbiano fatto un caso di categoria, perché il profilo professionale poteva essere qualunque altro e sarebbe stato lo stesso».

Mugnai ricorda a questo proposito anche la vicenda dei professionisti che sono stati ammessi al concorso pubblico indetto nel 2013 dall’Estav sud-est per lo stesso incarico professionale, concorso poi bloccato. «Per quanto – si chiede Mugnai – e soprattutto perché è stato bloccato? Non si sa». Mugnai rilancia chiamando in causa la stessa giunta regionale: «Se la Regione decide che le aziende sanitarie abbiano necessità di dotarsi di uffici stampa, allora stabilisca linee univoche che assicurino la piena ottemperanza rispetto alla legge 150 del 2000 (che disciplina le attività di informazione e comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, ndc) o ricorrano a modalità concorsuali per la selezione delle professionalità necessarie, anziché tenere professionisti in sostanziale regime di precarietà e in posizioni che li espongono ad anomalie come questa».

Sara Landi

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