ARCIDOSSO. Da cinque giorni da quell’appartamento dato in affitto si sentiva uno straziante miagolio. Notte e giorno. Degli inquilini, nessuna traccia. E alla fine, con l’intervento dell’Enpa, ci sono voluti i vigili urbani, i vigili del fuoco, i carabinieri, il sindaco e un veterinario per liberare la bestiola che, senza mangiare e senza bere da giorni, era allo stremo.
È successo giovedì 12 febbraio ad Arcidosso, in zona via dei Ponti, vicino al cimitero. A dare l’allarme è stato il proprietario dell’appartamento, che vive nello stesso palazzo al piano di sotto.
«Mi ha contattata dicendomi che da giorni sentiva questo gatto miagolare e nessun movimento di persone – spiega la presidente della sezione grossetana dell’Enpa, Marlena Giacolini – La famiglia è sotto sfratto, ma lo sfratto diventa eseguibile solo fra un mese. Nel frattempo sono spariti e hanno lasciato il gatto in casa. Il proprietario non poteva entrare perché i titolari della casa risultano comunque essere i suoi inquilini. E anche se avesse potuto dal punto di vista del diritto, non ci sarebbe riuscito fisicamente perché hanno cambiato la serratura».
A pagarne le conseguenze è stato il gatto, un micio rossiccio, poco più che cucciolo, abbandonato senza un briciolo d’umanità nell’appartamento. La presidente dell’Enpa ha così contattato la sua referente arcidossina Lara Banchini e ha chiamato subito i vigili urbani. Alla fine, però, l’impresa si è rivelata più complicata del previsto.
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Gli inquilini, ritracciati non senza fatica, non si sono presentati. Per entrare in casa, dunque, ci voleva l’autorizzazione dei carabinieri. Così i vigili urbani hanno chiamato il sindaco Jacopo Marini, il quale ha contattato i carabinieri, che a loro volta sono andati sul posto, dove nel frattempo Banchini stava presidiando l’appartamento insieme al proprietario.
Ottenuto il via libera sono entrati in azione i vigili del fuoco arrivati col camion. Alla fine è bastato forzare
la serratura con un grimaldello. Il micio era terrorizzato e scappava ovunque, cercando di sottrarsi alla presa dei soccorritori. Alla fine, però, si è riusciti ad acchiapparlo. Il veterinario Mauro Quattrini lo ha visitato, trovandolo deperito ma, tutto sommato, in forma, e lo ha affidato a Banchini.
Tanto trambusto “solo” per un gatto? «Certo che sì – spiega Giacolini – Casi di questo genere sono maltrattamento di animale, sono reati: la gente lo deve capire e le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire».