Il Tirreno

Grosseto

Dagli Avvocati a Zuccaro L’alfabeto di 70 udienze

Protagonisti, antagonisti, luoghi, definizioni, termini gergali e battute Ecco cosa c’è da ricordare di questi lunghissimi mesi al teatro Moderno

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A come Avvocati, quelli della difesa, quelli delle parti civili, quelli del responsabile civile. Un battaglione di legali arrivati da tutta Italia, in rappresentanza di tutti gli interessi in gioco nel processo. Un campionario rappresentativo di stili e di caratteri, di preparazione e talvolta di aggressività. Per molti di loro il processo è stato anche una vetrina importante.

B come Bar, la zona franca, quella in cui dal “lei” si è passati al “tu” nel giro di poco tempo, quella degli scambi di opinioni e informazioni. Dentro il teatro o di fronte, con Sara o con Lorenzo (aiutanti comprese), che hanno sfamato e dissetato gli addetti ai lavori .

C come Cancelleria, anzi Cancellerie, visto che il processo Concordia ha vissuto – oltre al dibattimento – anche la fase dell'incidente probatorio. Due uffici che non si sono risparmiati, che hanno accumulato decine di migliaia di documenti (e di materiale su supporto informatico), che hanno dovuto preoccuparsi degli aspetti organizzativi come quelli più strettamente legati alla procedura. Citiamo Sandra Zanelli e Roberta Benedettelli riassumendo nelle due front-women anche il contributo svolto da chi è rimasto nelle retrovie, come Giovanna Aliperta alla registrazione e trascrizione.

D come Domnica, presenza ingombrante in plancia come nel processo (e anche fuori). Tanto ingombrante quanto inutile ai fini del procedimento. Ma catalizzatrice di enormi interessi mediatici. D come Dayana la più piccola vittima del naufragio cui sono stati dedicati i disegni esposti fuori dal teatro.

E come Evento eccezionale. Cento anni dopo il Titanic, ecco il naufragio della Concordia. E che non ce ne siano più.

F come Forze dell'ordine, che a turno, a seconda dei ruoli, hanno permesso lo svolgimento regolare del processo. Carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia municipale, polizia provinciale, corpo forestale, capitaneria di porto e tutti gli altri che hanno dato una mano.

G come Giornalisti. Indisciplinati, chiassosi, professionali, d'assalto o sornioni, partigiani o distaccati. Angela, Cristina, Grazia, Tonia, Ciccio, Iacopo, Massimo, Michele, e anche Luciano, tra i più assidui se non nel novero degli immancabili. E poi tutti gli altri saltuariamente presenti. Sono stati 170 i cartellini stampa rilasciati, anche solo per una volta, anche per i tecnici e gli operatori tv, anche a chi è venuto dall'estero. Per tutti un'esperienza unica, irripetibile, gratificante quanto sfibrante.

H come Hotel director, Manrico Giampedroni, l'ultimo a entrare nel processo, uno dei primi a uscire con il patteggiamento. Ripescato nei bassifondi della nave, decorato come un eroe, si è trovato a dover fronteggiare l'accusa di omissioni nei soccorsi ai passeggeri.

I come Isola del Giglio, assediata dopo la tragedia, dimenticata (o a rischio di diventare tale) dopo la rimozione del relitto. Una comunità impegnata in una battaglia di riabilitazione e di rinascita. Anche contro Costa Crociere, che sostiene che l'isola abbia tratto vantaggi dal naufragio.

J come Jacob Rusli Bin, il timoniere indonesiano. Cercato, trovato, non si è presentato. In tanti avrebbero voluto ascoltare la sua versione sugli errori al timone. Curiosità destinata a rimanere insoddisfatta.

K come K2, il comandante in seconda Roberto Bosio, uno degli ufficiali più messi in discussione, la cui posizione è stata archiviata dalla Procura.

L come Bruno Leporatti, il primo difensore del comandante, uscito di scena alla fine dell'incidente probatorio per motivi che il legale non ha mai voluto rendere noti.

M come Massimo Pifferi, l'uomo del teatro, che per il Comune ha sovrainteso a tutti gli aspetti logistici del processo, insieme ai tecnici del service di fonia e video.

N come Negligenza, quella che viene contestata a Schettino dal momento della partenza da Civitavecchia fino alla discesa dalla nave, comunque questa sia avvenuta.

O come Operazioni di soccorso, cui quella notte parteciparono uomini e mezzi - in una frenetica corsa che purtroppo non impedì i decessi - e soprattutto gli abitanti dell’isola

P come il Presidente Giovanni Puliatti, che insieme ai colleghi Marco Mezzaluna e Sergio Compagnucci ha sostenuto l'onere di un procedimento straordinario, rimanendo seduti per molte ore per ciascuna udienza, restando al contempo vigili. Del presidente si ricordano, tra l'altro, i reiterati tentativi di richiamo alla puntualità e i richiami finalizzati a stemperare i conflitti sorti in aula facendo ricorso all'ironia. La frase più ascoltata: «Non fate polemica tra di voi», riferita alle parti in causa.

Q come la “Quota” di responsabilità che l'imputato ha ammesso di avere nella tragedia, chiamando però pesantemente in causa i suoi collaboratori. Che sarebbero rimasti muti nel momento di avvicinamento all'isola, soggiogati dal timore nutrito nei confronti del comandante, come anche dopo. Sulle loro responsabilità hanno più volte richiamato l'attenzione i difensori, Donato Laino, Domenico Pepe, Patrizio Lepiane.

R come Rotta, quella deviata dalla normalità, quella che era passata troppo vicina al Giglio in una maledetta notte di gennaio.

S come Francesco Schettino, naturalmente. Il comandante vituperato, “l'incauto idiota” secondo la definizione della Procura. Ha scelto il processo per “metterci la faccia”, per cercare di alleggerire il carico di accuse, per parlare. Ha rivendicato le sue capacità, si è esposto a bordate di critiche, ha raccontato bugie. Ha comunque ottenuto il suo scopo: dire la sua, sostenendo un lunghissimo interrogatorio.

T come Tambuccio, una delle tante parole del gergo marinaresco citate a più riprese nel processo. E' il boccaportello idraulico, che separa il ponte 0 dal resto della nave. La mancata chiusura come contributo all'allagamento è l'unica accusa che la Procura ha lasciato cadere al termine del dibattimento.

U come 69 Udienze, un numero record, un tempo infinito compresso in appena un anno e mezzo. E stamani c’è la numero 70.

V come Ventisei anni, la maxirichiesta della Procura che ha portato a compimento un lavoro immane con pari abnegazione. Maria Navarro, Alessandro Leopizzi, Stefano Pizza e l'ex procuratore capo Francesco Verusio hanno ricevuto le lodi dei superiori e le critiche di (alcune) parti civili. E se non ci fosse stato il contributo dell'appuntato Fabio Giovannini...

W come Way point, il punto di accostata che ha costituito a lungo tema di confronto.

X Delta-X ray l’allarme deve essere dato su una nave per indicare la presenza di una falla. Mai lanciato sulla Concordia.

Y come Yvonne Jeanne Gannard, passeggera francese, morta con il fratello Pierre , precipitata con lui nella voragine del corridoio del ristorante Milano diventato pozzo mortale.

Z come Franco Zuccaro, il legale del Wwf che non ha visto la conclusione del processo, deceduto alla fine di marzo 2014. Indimenticabili il suo sorriso e il suo garbo, il suo papillon e il suo cappello.(p.s.)

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