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Muore in casa a 75 anni Lo trovano dopo giorni

SORANO. Lo cercavano gli amici dei bar, i piccoli bar di paese dei quali Lorando era quasi un’istituzione. A Montebuono, all’Elmo, dal Ricci a Sorano: il Mazzieri, pensionato di 75 anni, non mancava...

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SORANO. Lo cercavano gli amici dei bar, i piccoli bar di paese dei quali Lorando era quasi un’istituzione. A Montebuono, all’Elmo, dal Ricci a Sorano: il Mazzieri, pensionato di 75 anni, non mancava mai troppo a lungo. Stavolta invece niente. Da diversi giorni nessuno lo vedeva più in giro e il suo telefono cellulare prima aveva squillato a vuoto, poi s’era spento.

Lo cercava, sembra, anche la sua banca, dove aveva da firmare delle carte. E anche qui niente, per giorni nessun contatto.

All’inizio non ci si fa caso, poi le prime domande, i passaparola che volano da una frazione all’altra e dovunque, sempre, la stessa risposta: Lorando? Non si fa vedere e non risponde al telefono da un bel po’.

Lorando Mazzieri viveva solo in località Casa Bruciata di Montebuono di Sorano; da Sorano e dintorni non si allontanava praticamente mai e a Sorano non aveva più parenti. La sua assenza prolungata, perciò, ancor prima che strana è apparsa preoccupante.

Così qualcuno decide di chiamare i carabinieri per segnalare quell’insolita sparizione. I carabinieri vanno al podere di Casa Bruciata, suonano, bussano e non ottengono risposta. Allora chiamano i vigili del fuoco che, alle18,20 di venerdì aprono la porta. E il mistero della scomparsa del Mazzieri trova la sua tragica soluzione.

Lorando è lì. O meglio, sul letto c’è quel che resta del suo corpo a distanza di diversi giorni dalla morte. Quanti ancora non si sa, ma certamente più di una settimana, perché da più di una settimana amici e conoscenti ne avevano perso le tracce. La datazione precisa arriverà dal medico legale, al quale il magistrato ha dato incarico di compiere _ all’obitorio dell’ospedale di Grosseto _ un esame esterno sulla salma. Sulla morte di Lorando Mazzieri, tuttavia, non c’è alcun giallo. Se l’è portato via un malore, magari nel sonno, nella solitudine del suo podere di Casa Bruciata. Una solitudine che Lorando aveva scelto. Nessun problema economico, mai segnalato ai servizi sociali, tanto era “compagnone” nelle infinite giornate al bar, tanto era solo a casa.

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