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Una folla in lacrime e canzoni degli scout per l’addio a Tania
Partecipata e commossa cerimonia funebre a Valpiana per la catechista morta in un incidente stradale
VALPIANA. Dopo la comunione, sul pulpito sale il più giovane dei quattro fratelli e legge “La preghiera della coccinella”. È tipica del mondo scout, scandita da versi francescani. «Lei amava San Francesco e Assisi» spiegherà poi un altro parente. Ma non è per questo che è stata scelta la preghiera. Coccinella era il soprannome di Tania nella sua Sicilia, dove è stata pioniere del mondo dei lupetti. «Più che uno scout incarnavi lo spirito dello scoutismo» dirà un altro fratello ancora.
Sono molti i cari che vogliono salutare dal pulpito Gaetana Corriera, 60 anni, scomparsa sabato pomeriggio in un incidente stradale. Tutti vogliono lasciare un ricordo e fissano il feretro ricoperto di fiori colorati. Catechiste, scout, i fratelli e altri parenti. «Sei stata una seconda mamma per me e per molti altri ragazzi che camminano per il mondo» dice il nipote della donna. Lui parla di «incredulità e rabbia» per la sua morte improvvisa, cogliendo i sentimenti di tutti i presenti ancora increduli di come siano andate le cose. «Non vorrei lasciarti andare» continua il ragazzo.
Prima dei funerali c’è un sentito silenzio fuori dalla chiesa di Cristo Re a Valpiana. Sul sagrato una piccola folla si limita ad abbracciarsi e ad asciugarsi le lacrime. C’è gente di ogni tipo: paesani, i ragazzi del catechismo, la comunità cristiana della cappella, parenti siciliani, i pastori della Pesta, dove Tania abitava insieme al marito Mario Delogu e alla figlia diciassettenne, anche lei coinvolta nell’incidente per fortuna senza troppe conseguenze. È stata dimessa lunedì dall’ospedale Misericordia di Grosseto e se ne sta in silenzio davanti alla bara, con gli occhi stravolti dal pianto.
La famiglia è tutta riunita nella grande stanza della chiesa, dove è stata allestita la camera ardente. Poi alle 10 precise suonano le campane a lutto e tutti si raccolgono sulle panche. Don Gregorio apre le celebrazioni ricordando «tutto il bene che ha fatto» e il «valore» di Tania, sia in Maremma che in Sicilia. È scosso il parroco: spesso esita e non riesce a trovare le parole. Lui del resto conosceva bene quella donna, come tutti gli altri fedeli di Valpiana, che da quindici anni le affidavano i figli per il catechismo.
«Ti ringraziamo Signore per averci fatto conoscere Tania – dice un’altra maestra di catechismo sua collega – che ha lavorato con generosità e volontà insieme a noi sia nei momenti belli che in quelli difficili della nostra parrocchia. Da oggi siamo tutti più poveri». Poi scoppia a piangere, si volta verso il feretro e dice: «ci mancherai Tania, ci mancherai».
Piange anche una ragazza salita sul pulpito per le preghiere con il fazzoletto scout al collo, con gli amici che accompagnano le sue parole con il suono della chitarra; così come piangono i fratelli arrivati da Messina per la funzione. «In questa Toscana – dice uno di loro – si sono unite due comunità isolane: la Sicilia e la Sardegna dove è nato il marito. Lei vi voleva bene, le siete rimasti vicini anche nei momenti più difficili. Ora Tania sarà sepolta nel cimitero di Massa Marittima: ve la lasciamo qua. Ma ogni tanto torneremo a portare un fiore, così ci riuniremo a voi».
Poi la cerimonia termina con un lungo applauso e l’odore acre dell’incenso che ricopre l’aria nella chiesa. Piano piano escono tutti, prendendo la strada che porta al cimitero di Massa Marittima per la tumulazione. «Grazie Tania– ripete una catechista – Non ti dimenticheremo mai».
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