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Grosseto

rischio alluvioni

Un piano da quaranta milioni per domare il fiume Ombrone

Enrico Pizzi
Un piano da quaranta milioni per domare il fiume Ombrone

Il presidente della Provincia Emilio Bonifazi scrive a Renzi e al governatore Rossi, chiedendo soldi e impegno diretto: «Sotto la guida della Regione si devono creare invasi e rimboschire gli argini»

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GROSSETO. Servono dai 35 ai 40 milioni di euro, nei prossimi dieci anni, per trasformare il fiume Ombrone da problema in opportunità: servono per la manutenzione di argini e sponde, ma anche per realizzare invasi artificiali capaci di tenere sotto controllo le piene e creare una riserva d’acqua per uso irriguo e potabile. Ma serve anche un soggetto unico, e non potrà che essere la Regione, che si occupi di progettare e programmare gli interventi.

Il presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi ha scritto una lettera, con queste richieste, al presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, ai ministri Pier Carlo Padoan (economia), Maurizio Lupi (infrastrutture) e Gian Luca Galletti (ambiente), al presidente della Regione Enrico Rossi, all’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini, e ai dirigenti Giovanni Massini (Regione) e Francesco Pistone (Genio civile).

La lettera contiene gli aggiornamenti sulla situazione del fiume Ombrone, insieme a una relazione sui lavori e sui finanziamenti necessari per garantire sicurezza al territorio. Bonifazi sottolinea che per troppi anni sui circa 160 chilometri del fiume Ombrone e sui suoi affluenti le competenze si sono accavallate tra Provincia, Consorzi di bonifica e, nel Senese, le Unioni dei Comuni. Oggi l’Ombrone _ come hanno mostrato gli eventi alluvionali che hanno colpito anche in provincia di Siena _ non fa paura solo alla Maremma e tutto il territorio del bacino è soggetto al rischio esondazione del fiume stesso o dei suoi affluenti. Per questo, secondo Bonifazi, serve un soggetto unico, che lui individua nella Regione, perché si parta da uno studio approfondito del sistema creato dall’Ombrone e dai suoi affluenti per individuare quegli interventi necessari a mettere in sicurezza tutti i territori attraversati.

La prima richiesta, contenuta nella lettera, dunque, è quella di un soggetto unico che si occupi del fiume. Poi Bonifazi entra nel merito degli interventi necessari, dalle manutenzioni alla realizzazione di alcune opere strutturali di regimazione idraulica dell’intero bacino. Gli obiettivi sono da una parte la prevenzione di alluvioni e dei danni che ne conseguono; dall’altra, con gli invasi sui principali affluenti, imbrigliare le acque contenendo così le piene e creando al contempo una riserva di acqua da utilizzare nei periodi di siccità, ma anche per restituire acqua allo stesso fiume nei momenti di criticità idrica.

Sul fronte delle opere da realizzare Bonifazi, con l’ingegner Renzo Ricciardi, dirigente dei lavori pubblici della Provincia, ha ricordato che già molto si è fatto, per l’impermeabilizzazione dell'argine che protegge la città di Grosseto: un progetto da 30 milioni di euro che è stato realizzato per un terzo, partendo dalla Steccaia, ma occorre proseguire fino a Torre Trappola. Serviranno, poi, almeno tre invasi artificiali, per i tre principali affluenti dell'Ombrone (Arbia, Orcia e Merse), per un costo di circa 5 milioni ciascuno. E poi la manutenzione delle sponde e il loro rimboschimento per evitare l’erosione. «Non pensiamo di avere tutto e subito _ dice Bonifazi _ ma si potrebbero coprire tutte le spese se venissero garantiti tre o quattro milioni di euro all’anno per dieci anni».

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