Il Tirreno

Grosseto

Una giornata in ricordo del subacqueo Israel

Una giornata in ricordo del subacqueo Israel

Il sommozzatore morì mentre lavorava sott’acqua al cantiere della Concordia Un anno dopo l’associazione Memoriale ne ricorda l’impegno e la passione

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ISOLA DEL GIGLIO. Si chiamava Israel Moreno Franco. Era un sommozzatore della Titan Micoperi che lavorava nelle “viscere” della Costa Concordia e che perse la vita per fare il proprio mestiere durante le fasi finali del recupero del relitto. Una giornata in suffragio per lui - per omaggiare la sua memoria - è in programma domenica 1° febbraio all’isola del Giglio. Sarà una ricorrenza intensa e importante, a un anno esatto dalla sua morte.

La tragedia avvenne il 1° febbraio 2014 nell’area del cantiere. Il sub spagnolo, originario de La Coruna, rimase incastrato tra le lamiere mentre era impegnato in un’immersione dedicata a operazioni preliminari all’installazione dei cassoni sul lato di dritta della nave, che avrebbero dovuto riportare la Concordia in galleggiamento.

Il sommozzatore si tagliò una gamba che rimase incastrata in una lamiera e poi morì per dissanguamento e scompenso cardiaco. La Concordia già aveva contato incidenti sul lavoro al personale in forze al cantiere della Costa Concordia, ma quel che successe a Israel fu il primo infortunio mortale avvenuto al Giglio durante operazioni tecniche al relitto.

Tutta l’isola, i familiari, i colleghi e le forze dell’ordine lo ricorderanno a un anno dalla scomparsa. E accanto a lui saranno ricordati altri sub.

Durante la santa messa domenicale delle 11,30 - infatti - don Lorenzo Pasquotti, parroco della Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano di Giglio Porto, officerà il ricordo di Israel ma anche di altri sommozzatori morti in attività subacquee e che saranno ricordati da parenti, amici, colleghi e “fratelli” diver.

Per la ricorrenza l’associazione nazionale Memoriale della Concordia esprime vicinanza ai familiari di coloro che, per amore e passione per la subacquea, «hanno lasciato la loro assenza nelle nostre vite, ma non nei nostri cuori».

Tanti sommozzatori come Israel - dice l’associazione - «all’amore per il mare sacrificarono la propria vita e tutti noi li ricordiamo».

Per inserire il nome del proprio defunto nella preghiera in chiesa, per contattare don Lorenzo Pasquotti, l’associazione lascia anche un numero da chiamare: è il 392 60 95 801.

Al termine della santa messa, sul sagrato della chiesa don Lorenzo impartirà la benedizione delle attrezzature subacquee che verranno portate alla cerimonia.

Rappresentanze dei reparti subacquei dei vigili del fuoco, dei carabinieri, della polizia diStato, dell’esercito, della marina militare, della protezione civile, delle polizie locali e i subacquei civili professionali e sportivi sono invitati ad intervenire. Tutti uniti «nell’abbraccio di un unico mare».

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