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Ingresso abusivo alla cava Attivisti finiscono nei guai
Tre rappresentanti del Movimento 5 Stelle e un ambientalista denunciati Dovranno pagare una multa di 104 euro: erano lì per le fuoriuscite d’acqua
SCARLINO. Due attivisti pentastellati, il loro capogruppo in consiglio e un ambientalista denunciati per ingresso abusivo alla cava di Montioni. Sono proprio i destinatari della notifica a raccontare quanto accaduto il 4 ottobre e non chi li ha segnalati alle autorità. La vivono più come un riconoscimento all'ottimo controllo svolto che come una denuncia che potrebbe portare a dover pagare una sanzione da 104 euro. A preoccuparli è l'atteggiamento di chi gestisce l'area alle porte di Follonica (Bandite di Scarlino), dove vengono raccolti i gessi rossi di scarto provenienti dalla Tioxide di Scarlino secondo un progetto di ripristino della cava stessa, area che con quel materiale, nel tempo, dovrebbe tornare alla configurazione originaria. Il fatto in sé è presto detto: Andrea Toni, Michele Finocchioli (entrambi attivisti Cinque Stelle), il capogruppo in consiglio comunale dei grillini, Gabriele Cecchini e Marco Stefanini (ambientalista della Duna) ad ottobre scorso sono andati insieme a fare una passeggiata nelle vicinanze della cava di Montioni per controllare lo stato di inquinamento dell'area: una volta sul posto si sono accorti che dallo spazio gestito dalle Bandite di Scarlino fuoriusciva un rigagnolo di acque rosse che arrivava poi fino alla riserva naturale. Proprio seguendo quel piccolo fiumiciattolo i quattro sono entrati “abusivamente” nella zona dove vengono portati i gessi: una telecamera li ha ripresi e da lì è scattata la denuncia da parte appunto del direttore delle Bandite, Patrizio Biagini. «Siamo convinti – dicono i quattro protagonisti della vicenda - di aver fatto il nostro dovere di cittadini: l'area gestita dalle Bandite oltretutto non è delimitata da alcuna recinzione o fosso, in un solo punto c’è una sbarra. Siamo stati ripresi senza accorgercene da una telecamera, di cui non abbiamo visto la segnalazione che non sappiamo se ci sia o meno». Ciò che hanno visto non è rimasto un segreto, perché dopo quella visita il capogruppo dei Cinque Stelle ha protocollato una interrogazione al sindaco di Follonica, che ancora però non ha avuto risposta. «Il primo dicembre abbiamo presentato un atto – spiega Cecchini – dove chiedevamo che venissero presi provvedimenti urgenti. Attendiamo ancora oggi una risposta da parte del primo cittadino, anche se dopo l’episodio del quattro ottobre e la conseguente denuncia nei nostri confronti l’Arpat ha fatto un serie di relazioni e prescrizioni alla Tioxide e il Comune di Follonica ha emesso un’ordinanza imponendo all'azienda di depurare le acque in uscita perché considerate liquido di scarico».
Paola Villani
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