Cittadini donatori di organi: un appello e nuove opportunità
L’Asl 9 invita a un gesto che in Maremma ha già salvato centinaia di persone. Intanto anche i Comuni si attrezzano
GROSSETO. Hanno il nome del tuo vicino di casa, di tuo figlio, o magari il tuo. Sono le persone che ogni giorno, in Italia, giovano del regalo più prezioso, quello di una seconda vita: la donazione degli organi, un gesto d’amore. E ora spuntano anche i primi registri negli uffici anagrafe dei comuni.
In Maremma ben duecento persone, tra uomini e donne, devono la loro esistenza a un trapianto di cuore, rene, fegato, polmone. Un nutrito esercito di miracolati dalla medicina e dall’affetto di chi ha deciso di dar loro la possibilità di farcela. Delicata la faccenda, tra scienza e coscienza; fede e convinzioni personali. L’informazione gioca un ruolo chiave.
Serve informazione. Ecco perché arriva l’appello della dottoressa Anna Nativi, da quasi vent’anni responsabile del coordinamento donazioni Asl9. «Donare gli organi vuol dire ridare la vita, consentire condizioni migliori a chi è obbligato a terapie lunghe e dolorose». Significa «far riacquistare la vista a chi l'aveva perduta, o salvare dalla morte almeno novemila persone (in Italia) in attesa di un trapianto e, quindi, appese al filo della generosità». Ovvio, il trapianto è possibile solo se c’è un donatore che ha espresso tale volontà. «Ecco perché _ prosegue la Nativi _ è importantissimo che tutti siano informati sulle modalità per rilasciare il consenso».
Metodo. Diverse le opportunità che lo Stato mette a disposizione di ogni cittadino. Il consenso alla donazione può essere espresso registrando la propria volontà all’azienda sanitaria di residenza, tramite un modulo ad hoc. Ma anche compilando il “tesserino blu” inviato nel 2000 dal ministero della salute: va sempre portato nel portafoglio. È riconosciuta come valida, inoltre, la dichiarazione scritta, datata, firmata e portata nel borsello. Esprimono il proprio assenso alla donazione anche tutti gli iscritti all’Aido.
I registri comunali. Accanto a tutte queste formule esiste anche quella del registro comunale. Di cosa si tratta? Gli uffici anagrafe di alcune realtà locali hanno avviato percorsi per raccogliere le dichiarazioni dei cittadini. Altre amministrazioni si metteranno al passo con i tempi di qui a breve. Tutto sarà gestito tramite una convenzione con l’accesso al sistema informativo del Centro nazionale trapianti.
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Un team in prima linea. Velocità e precisione: il coordinamento locale donazioni dell’Asl9 svolge funzioni di governo clinico delle attività di donazione e prelievo di organi e tessuti. La struttura che fa capo all’azienda sanitaria è formata da un medico, un coordinatore infermieristico e un’infermiera. Un piccolo team attivo 24 ore su 24. Ben 361 i processi di donazione gestiti in Maremma nel solo 2014. Di questi, 80 hanno portato a effettive donazioni: hanno cambiato la vita a 70 persone grazie a 61 trapianti di tessuto corneale, 4 di fegato, 5 di rene.
Ancor più impressionanti i dati complessivi: negli ultimi anni, i cittadini che hanno giovato di un trapianto nei centri italiani grazie alla generosità dei cittadini della provincia di Grosseto sono più di 800 per quanto riguarda il tessuto corneale, oltre 200 per lembi di cute. Più di 80 gli organi trapiantati tra fegato, reni, polmoni e cuore.
Il sistema. Tre i livelli, dal locale al nazionale. Tutto dà vita a una rete che, come spiega l’Asl9, ha il proprio centro nei coordinatori locali. «Sono loro, quando viene fatto un prelievo di organi o tessuti, ad assicurare l’immediata comunicazione dei dati relativi al donatore e individuare il più rapidamente possibile il cittadino in attesa di trapianto».
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