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L’affondo dei grillini «Basta con le partecipate»
Polemiche sul sistema delle municipalizzate e sull’incarico di Falco a Netspring «Torniamo alle convenzioni». Marras è sereno: «Tutto fatto alla luce del sole»
GROSSETO. Parte da Netspring (la società partecipata da Provincia e Comune) e si estende alle altre municipalizzate l’attacco del Movimento 5 Stelle.
Tutto nasce dalla decisione del consiglio comunale che, qualche giorno fa, ha allungato il contratto con la società che gestisce i servizi tecnologici e informatici delle amministrazioni locali. Un iter sbagliato secondo i grillini che tirano sul banco degli imputati l’esponente Pd Nicola Falco (amministratore unico di Netspring) e l’ultimo presidente della Provincia eletto dai maremmani, Leonardo Marras. Ma l’ex numero uno di palazzo Aldobrandeschi è sicuro di sé e replica a testa alta: «Scelte trasparenti e tese al risparmio. Quella dei grillini è una polemica sterile». Cos’è successo?
Netspring è, per i vertici del M5s, l’ennesimo esempio di realtà che si trasforma in poltrone da distribuire. Il testo originario del rinnovo contrattuale prevede una durata di 4 anni. Tempo dimezzato in sede di consiglio grazie a un emendamento presentato dal segretario democratico Saimo Biliotti. Arco temporale comunque ritenuto eccessivo dai grillini che in commissione chiedono una proroga degli accordi di appena 12 mesi. Scelta che avrebbe permesso di restare in linea con le indicazioni del Governo che punta a rivedere il sistema delle municipalizzate entro quest’anno. Ma nulla: passa il via libera fino a tutto il 2016. «Tra due anni la palla passerà a una nuova amministrazione e chi s’è visto s’è visto» accusano dal M5s.
A pesare è la posizione di Nicola Falco: amministratore unico Netspring con compenso di 38.500 euro annui. È lui (e di riflesso Marras) il bersaglio dei grillini. È stato il vecchio presidente della Provincia a vedere nella figura di Falco l’uomo giusto a ricoprire sia l’incarico in Netspring, sia la guida del progetto Ibriwolf. Decisione quanto meno inopportuna per il M5s, perché «ricordiamo – dicono sibillini - che Falco è stato anche capo di gabinetto dell’ex presidente». E perché fu lo stesso Marras a richiedere all’Asl (ente per cui Falco lavora) il comando a tempo determinato di Falco al progetto Ibriwolf. Dinamiche che portano il M5s a definire “imbarazzante” il silenzio del Pd a riguardo. Il gruppo guidato da Giacomo Gori esprime pure dubbi sulle competenze di Falco.
Ma Marras è sereno: «Si confondono le mele con le pere. Falco era già amministratore unico di Netspring con un compenso minimo. Da luglio è divenuto anche direttore generale. Altro è stato il suo rapporto con la Provincia fino alla fine del mio mandato. Tutto alla luce del sole». Ma il discorso 5 Stelle va oltre le punzecchiature a Marras. Il movimento insiste nello smontare l’attuale sistema delle municipalizzate. «Là dove possibile devono essere eliminate. Si deve tornare a forme di convenzioni tra comuni per la gestione associata dei servizi». Una formula che, sempre a parere dei 5stelle, garantirebbe «maggior vicinanza al cittadino e un ruolo diretto dell’amministrazione con benefici economici ed efficienza nei servizi». Infine la gestione dei servizi su acqua, rifiuti, energia, trasporti. Qui, per i 5 Stelle «ai comuni sono rimaste le briciole, o addirittura i debiti».
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