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il patto di stabilitÀ

La Provincia rischia di fallire nonostante i conti in ordine

La Provincia rischia di fallire nonostante i conti in ordine

GROSSETO. «La legge di stabilità programma il fallimento delle Province, si chiama dissesto programmato». È la sintesi, efficace, del direttore generale della Provincia di Grosseto, Emilio Ubaldino,...

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GROSSETO. «La legge di stabilità programma il fallimento delle Province, si chiama dissesto programmato». È la sintesi, efficace, del direttore generale della Provincia di Grosseto, Emilio Ubaldino, mentre il presidente Emilio Bonifazi tenta di spiegare come sia possibile che un ente che ha rispettato il patto di stabilità nel 2014, che ha un avanzo di amministrazione che supera i 26,2 milioni di euro e ha, in cassa, liquidità per oltre 17 milioni di euro, rischi di vivere un 2015 da incubo.

I conti. L’avanzo di amministrazione provvisorio della Provincia di Grosseto supera i 26,2 milioni di euro, di cui quasi 18,2 vincolati a particolari progetti e non spesi, in gran parte, proprio per rispettare il patto di stabilità. Poi ci sono quasi sette milioni di euro che – spiega la dirigente Laura Pippi – probabilmente saranno l'ancora di salvezza per tentare di far tornare i conti nel 2015. Ma non sono un tesoretto, perché «in una situazione normale – dice Ubaldino – un avanzo del genere sarebbe segno di cattiva amministrazione».

C'è, poi, il fondo cassa di 17,4 milioni: soldi liquidi che la Provincia ha, ma che, nel 2015, saranno erosi perché l'ente dovrà trasferire allo Stato circa nove milioni di euro di "solidarietà".

Patto di stabilità. Il presidente Bonifazi sottolinea, comunque, l'importanza di aver centrato l'obiettivo di rispettare il patto di stabilità, perché «ci consentirà – dice – di scegliere alcune priorità e in esse investire risorse». Cosa che non tutti possono permettersi. Su dieci Province toscane, quattro (Arezzo, Lucca, Pistoia e Siena) non hanno raggiunto l'obiettivo e insieme ad altre due (Livorno e Pisa) rischiano, nel 2015, di andare in pre-dissesto finanziario. Priorità 2015.

La Provincia di Grosseto concentrerà le risorse nelle manutenzioni di scuole e strade provinciali. Confermato il blocco dei contributi per iniziative culturali e per il sociale, oltre che per lo sport e la formazione. Cosa sarà, dunque, di servizi come la rete museale, le biblioteche, il trasporto dei disabili? «Si tratterà di vedere – spiega Bonifazi – come il territorio potrà comunque garantirli».

Incertezza totale. Quello che domina, in ogni caso, è il clima di assoluta incertezza in cui le attività della Provincia proseguono in attesa che la Regione definisca quali funzioni riprendersi, quali veicolare, invece, ai Comuni, e quali lasciare alle Province. A queste ultime dovrebbero restare la viabilità provinciale, l'edilizia scolastica e, guarda caso, anche la promozione delle attività culturali per le quali, però, le risorse non ci sono. E nel frattempo l'ente ha continuato a fare manutenzione della viabilità regionale spendendo circa 700mila euro che la Regione non restituisce.

Funzioni e personale. Anche sul fronte del personale, l'incertezza regna sovrana. La legge di stabilità impone di dimezzare il costo del personale, ma la Regione annuncia che insieme alle funzioni che riprenderà in carico, assorbirà anche i relativi dipendenti. Cosa succederà è difficile prevederlo, ma Bonifazi non sembra così fiducioso nel fatto che tutto il personale possa trovare una collocazione, e dunque, per molti, sarà inevitabile la strada della mobilità, come in ogni fallimento che si rispetti.(e.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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