Il presidio
Centro degli Etruschi in arrivo un progetto da 400mila euro
Terme di Roselle, Centro velico e polo agroalimentare Il sindaco Bonifazi fa il punto sui tre lavori in corso
GROSSETO. Il Centro di documentazione degli Etruschi, il polo per l’agroalimentare, il centro velico a Marina: sono tre grandi progetti «già concreti» su cui Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, punta da tempo e investe energie. Lo ribadisce facendo il punto su cosa bolle in pentola, a partire da un incontro di qualche giorno fa.
Dove possiamo investire? Giorni fa Enrico Rossi, presidente della Regione, partecipa alla presentazione del rapporto Trend alla Cna di Grosseto, dove prova a sollecitare le istituzioni e il mondo produttivo. «Ditemi un paio di progetti motore in cui mettere venti o trenta milioni…». Lui stesso due esempi: «Ricordo il Centro di documentazione degli Etruschi e il Polo agroalimentare. C’è da capire quali investimenti fare sul distretto rurale».
Investiamo qui. I progetti sono in piedi da tempo. «Per il Centro di documentazione degli Etruschi a Grosseto - dice Bonifazi precisando «senz’alcuna polemica» - il percorso è già iniziato ed è a buon punto». Risale al 25 settembre 2014 il Protocollo d’Intesa “Centro di documentazione degli Etruschi” firmato proprio da Regione Toscana e Comune di Grosseto, e frutto del lavoro di qualche anno.
Il Centro Etruschi. A che punto siamo di preciso con questo progetto che metterà radici nel vecchio, fatiscente scheletro delle Terme di Roselle? Di durata triennale (a partire dalla convenzione di settembre scorso), l’investimento è finanziato dalla Regione con 12 milioni di euro. «Sempre la Regione - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - deve individuare un progettista che metterà mano all’edificio per farlo diventare un Centro di documentazione». Si parla di una progettazione da 400mila euro; si sta preparando un bando pubblico. «E chissà che non venga fuori un grande nome». Per il sindaco il lavoro sarò enorme data la complessità dei “contenuti” che abiteranno questi spazi. Oltre all’aspetto museale ci saranno laboratori, uno spazio per la multimedialità, una parte legata alle terme» (calidario diurno con acqua termale etc). Ma a parte ciò, «la sfida più grande non sarà realizzare il tutto, quanto soprattutto gestirlo e renderlo produttivo: si sta lavorando anche sotto un profilo economico-finanziario». La gestione è in corso di studio. «Si tratta di capire come coinvolgere il territorio e il privato».
Il polo agroalimentare. «L’altro progetto che portiamo avanti - continua Bonifazi - e iniziato con l’amministrazione provinciale insieme al Comune di Grosseto e alla Regione è quello del polo dell’agroalimentare di Alberese». Il progetto, come si dice da tempo, potrebbe rappresentare la chiave di volta in Maremma per la valorizzazione dell’agroalimentare di qualità, della ricerca applicata e dell’innovazione tecnologica, diventando un centro pilota di riferimento per il sistema regionale toscano dell’agroalimentare: tra gli elementi cardine la valorizzazione dell’export («il 90% delle esportazioni è legata all’agroalimentare»). A che punto siamo? «È a una fase avanzata la candidatura come polo formativo, che prevede la realizzazione di un istituto tecnico superiore».
Il circolo velico. Terzo progetto. Com’è noto «abbiamo rimesso a posto la Colonia di San Rocco e ci abbiamo fatto il centro velico. La particolarità è data dal fatto che essa non solo attrae campioni o grandi eventi in alta stagione, ma sta vedendo anche una presenza nutrita di atleti che qui si allenano in bassa stagione».
E la nautica. «A queste tre cose già concrete ne aggiungo un’altra da costruire: la nautica. Dalla tappezzeria alla falegnameria alla costruzione degli scafi: è un settore - conclude Bonifazi - che da Marina a Scarlino, da Punta Ala, Talamone a Porto Santo Stefano potrebbe costituire una rinnovata ricchezza artigianale».
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