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follonica

Prima minaccia la convivente poi sul divano gioca alla Playstation

Pierluigi Sposato
Prima minaccia la convivente poi sul divano gioca alla Playstation

Convalidato l’arresto del polacco di 44 anni per maltrattamenti e resistenza ai carabinieri. «Ti sgozzo, quando esco di galera ti vengo a cercare e ti brucio la faccia con l’acido»

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FOLLONICA. Giocava alla Playstation, seduto sul divano, come se niente fosse accaduto poco prima. Come se non ci fossero state le minacce con un coltello a serramanico. Come se non avesse mai detto che le avrebbe tagliato la gola.

Ma l'apparente calma dell’uomo, un polacco di 44 anni, era durata poco. Quando erano entrati i carabinieri, chiamati dalla donna atterrita, sua connazionale, prima li avrebbe offesi («sbirri di m…, vi sgozzo»), poi avrebbe sputato loro, poi era scattato verso la cucina, come se volesse davvero andare a prendere un coltello. Ed era stata lotta tra i militari e quest'uomo alto e pesante, che di farsi immobilizzare proprio non voleva saperne. Ubriaco, oltretutto. E che continuava a urlare anche se ammanettato: «Ti sgozzo, quando esco di galera ti vengo a cercare, ti brucio la faccia con l'acido».

Quello avvenuto intorno alle 21 di mercoledì non sarebbe stato comunque un episodio isolato, perché la Procura ha contestato all'uomo - già conosciuto alle forze dell'ordine e agli uffici giudiziari - fatti simili risalenti al passato, quando questi avrebbe anche detto che avrebbe dato fuoco alla casa della donna. Maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale i reati per i quali il suo arresto è stato convalidato dal giudice Marco Bilisari, che ha disposto anche la custodia in carcere, perché i comportamenti violenti del passato fanno presupporre che l’indagato possa di nuovo commettere fatti simili; e che possa “vendicarsi” sulla donna una volta uscito dal carcere.

Quando la pattuglia dei carabinieri era arrivata nell’appartamento di via Litoranea aveva trovato la donna sul pianerottolo, in stato di agitazione se non in preda a un attacco di panico. Questa volta non più disposta a perdonare, come avvenuta tante altre volte in passato, nel corso di una relazione burrascosa. Minacce, offese e percosse sarebbero state all’ordine del giorno, quando l’uomo non era in galera per i suoi tanti reati commessi. È vero che la donna non aveva mai denunciato nulla prima di mercoledì ma tale atteggiamento è stato ritenuto più che comprensibile dal giudice. A nulla è servito che l’indagato negasse tutto durante l’interrogatorio perché quanto raccontato dalla donna sembra perfettamente credibile. Ed è comprensibile anche il fatto che la donna, in preda a una crisi di ansia, non sia scappata rimanendo sul pianerottolo. Anzi le parole pronunciate alla presenza dei carabinieri costituiscono per il giudice un chiaro segno di sfida, da tenere in considerazione anche per stabilire una misura cautelare idonea a scongiurare altri episodi del genere se non più gravi. Come una sfida sarebbe stata anche quella di farsi trovare intento a giocare alla Playstation.

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