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Lancia la bici contro il derubato dopo il colpo fallito

Lancia la bici contro il derubato dopo il colpo fallito

Si era nascosto in un cespuglio dove è stato scovato dalla polizia. Arrestato anche per un furto precedente

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GROSSETO. Si era nascosto dopo la fuga in bicicletta, inseguito dall'uomo che si era messo sulle sue tracce dopo che era suonato l'allarme nella notte. Anzi, aveva addirittura lanciato la bici contro l'uomo. Quando la Volante era arrivata sul posto poco dopo l'aveva trovato nascosto in un cespuglio in mezzo ai campi. Aveva "seminato" nel tragitto gli oggetti presi dalla casetta di legno che aveva preso di mira prima del colpo andato a male.

Refurtiva recuperata e arresto convalidato per un romeno di poco più di 40 anni, adesso in carcere su disposizione del giudice delle indagini preliminari. Non solo la tentata rapina (il furto con l'atto di violenza costituito dal gesto di scagliare la bici) ma anche resistenza (un poliziotto in ospedale, 7 giorni di prognosi) e naturalmente furto. L'allarme era suonato nella notte tra giovedì e venerdì, poco dopo mezzanotte, ai Crespi.  Qualcuno aveva scavalcato la recinzione ed aveva tentato di entrare in una casetta di legno nel giardino, andandosi a nascondere dietro delle auto parcheggiate nelle vicinanze appena udito il suono della sirena.           Grazie alle immagini del proprio impianto di video-sorveglianza, l'uomo individuava il ladro e chiedeva aiuto al "113".

Nel frattempo il ladro, vistosi scoperto dall'uomo che gli si era ormai avvicinato, tentava la fuga scavalcando il cancello della proprietà (così rompendo l'antenna del radio-comando d'apertura) e inforcando una bicicletta ma, a causa della foga, rovinava a terra dopo poche pedalate. Quando il proprietario dell'immobile stava per raggiungerlo, gli lanciava contro la stessa bicicletta, riuscendo a colpirlo ed a fermarlo. Quindi scappava a piedi nei terreni che si trovano ai piedi dell'argine del fiume Ombrone. Qui lo avevano trovato gli agenti della polizia di stato: era sdraiato dietro della vegetazione nei pressi di un piccolo fossato. L'uomo veniva bloccato ma si dimenava come una furia, tant'è che solo grazie all'intervento anche di un terzo operatore gli agenti riuscivano a farlo entrare nell'auto di servizio e, successivamente, in Questura. Qnche qui continuava a dare in escandescenze ed a tentare di aggredire gli agenti e uno di loro era finito al pronto soccorso per un trauma distorsivo ad una caviglia.

La polizia aveva poi percorso il tragitto seguito dal romeno e, dietro un'auto in sosta, trovava un seghetto, delle cesoie, una piccola bombola da campeggio, una scatola da scarpe con le stesse all'interno, un orologio da parete, delle calze da uomo, una tuta da lavoro ed un cappellino tipo baseball: materiale che la Questura ritiene probabilmente utilizzato dal ladro. Mentre l'arrestato veniva portato in carcere, arrivava in Questura un grossetano per denunciare il furto avvenuto quella stessa notte: erano spariti alcuni oggetti da un annesso agricolo vicino al giardino in cui era stato scoperto il romeno. Il denunciate riconosceva con assoluta certezza e dichiarava essere quelli rubatigli tutti gli attrezzi e gli indumenti rinvenuti dai poliziotti, fra i quali la bicicletta, la scatola con le scarpe, la tuta da lavoro, il cappellino, il seghetto, le cesoie e la bomboletta di gas, nonché una torcia a pile trovata addosso al ladro. Il che faceva aggiungere all'imputazione anche quella di furto con scasso.
         

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