Italia
Personale, acquisti e bilanci: l’Unione verso l’efficienza
CASTEL DEL PIANO. L’Unione dei comuni Amiata grossetana verso la completa efficienza. «Dopo un incontro coi sindacati – spiega il presidente dell’Unione Claudio Franci – ogni Comune sta predisponendo...
CASTEL DEL PIANO. L’Unione dei comuni Amiata grossetana verso la completa efficienza. «Dopo un incontro coi sindacati – spiega il presidente dell’Unione Claudio Franci – ogni Comune sta predisponendo gli atti che approvano il trasferimento dei dipendenti all’Unione. Le norme nazionali, comprese le ultime, ci spingono ad accelerare un processo che è già in fase assai avanzata. E per fortuna, perché, ad esempio, si deve pensare che d’ora in poi tutti i comuni non capoluogo, sotto i 20.000 abitanti, non potranno più fare appalti in modo diretto, ma solo tramite le province e le Unioni. Le aziende, dunque, che forniscono beni e servizi dovranno entrare nel Consip, Start, Mepa per essere papabili e usare le centrali uniche di committenza».
Mepa è il Mercato elettronico della pubblica amministrazione, un mercato digitale per ricercare, confrontare e acquisire i beni e i servizi. Consip definisce in appositi bandi le tipologie di beni e servizi e le condizioni generali di fornitura. Una volta abilitati, i prodotti e i servizi sono presentati attraverso cataloghi strutturati e descritti nel rispetto dei requisiti minimi indicati nei bandi di riferimento.
A giudizio di molti l’Unione è stata un salvavita per le imprese, le quali, in ogni caso, si devono mettere al passo. «Consideriamo – spiega Franci, che è anche sindaco di Castel del Piano – che Castel del Piano compra, ogni anno, per lo meno 100.000 euro di beni e servizi. Adesso o si compra attraverso la piattaforma o gli altri supporti informatici o non si compra affatto. Comprare direttamente dall’azienda, il Comune non può più farlo. Per cui vi sono alcuni che se non si mettono in testa di usare questi nuovi strumenti imposti per legge, resteranno esclusi».
Tra le altre questioni aperte sull’Unione c’è quella proposta dalla minoranza di Cinigiano di mettere insieme, nell’Unione dei comuni oltre alle funzioni anche le risorse.«Le funzioni sì – spiega Franci in proposito – sono obbligatorie per legge, la quale però non dice di mettere insieme i bilanci. Ogni Comune stila un suo bilancio e stabilisce l’utilizzazione delle risorse. E spende i suoi soldi, non certo quelli degli altri. L’Unione dei comuni è un soggetto di finanza derivata e gestisce per i Comuni quanto ognuno di essi conferisce. Poi vi sono situazioni particolari su cui c’è maggiore libertà di manovra. Faccio un esempio: per la polizia municipale, si potranno mettere insieme tutti i soldi acquisiti con le sanzioni e comprarci un’automobile che tutti i vigili potranno usare, essendo, questo, un servizio associato«.
Il percorso intrapreso dagli otto comuni dell’Amiata grossetana che hanno dato vita all’Unione, sebbene sia in stato avanzato, non è una passeggiata: «Se non ci fossimo messi insieme – commenta Franci – staremmo molto male oggi. Il cammino non è rose e fiori, anche perché non ci sono modelli da imitare. Noi stiamo facendo da apripista, perché siamo molto avanti rispetto ad altri. Praticamente dopo questi passaggi che stiamo approvando in questi giorni, saremo formalmente a posto. Poi si tratterà di verificare sul campo, ogni giorno, se quanto abbiamo messo in cantiere funziona o se ha bisogno di ulteriori aggiustamenti». (f.b.)
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