Attenzione ai cyberbulli, è in arrivo un tir
La polizia postale illustra un nuovo progetto per gli studenti: obiettivo un uso consapevole dei social
GROSSETO. Ragazzini che si intrufolano nei profili Facebook dei loro coetanei e postano dichiarazioni imbarazzanti o diffamatorie, cyberbulli, foto osé, inviate ad amici o fidanzati, che però finiscono nella rete, preda di chiunque, pedofili compresi.
C’è un po’ di tutto nel bestiario delle denunce e delle segnalazioni che arrivano sulla scrivania di Stefano Niccoli, responsabile della polizia postale di Grosseto, ed è per prevenire certi spiacevoli fenomeni che si intensificano le iniziative di informazione e di educazione a un uso consapevole e corretto del social network. Domani, in piazza Duomo, nel cuore di Grosseto, arriverà anche un enorme tir, attrezzato con postazioni informatiche, che il ministero dell’Interno ha messo a disposizione per il progetto “Una vita da social”, il progetto di sicurezza nell’uso della rete rivolto agli utilizzatori dei social network e in particolare agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, ai loro insegnanti e ai loro familiari.
È la primo tappa di un tour, partito da Roma, che porterà il mezzo ad attraversare tutta l'Italia. Dalle 10 alle 17 l’imponente truck sosterà davanti al duomo e al Comune e al suo interno gli specialisti della polizia postale illustreranno ai visitatori come affrontare le principali insidie che si possono incontrare navigando su Internet e, in particolare, nei social. Dalle 10 alle 14 lo spazio sarà riservato alle scuole medie che sono state estratte a sorte per partecipare all'iniziativa, e dopo, invece, chiunque vorrà potrà visitare il mezzo e parlare con gli esperti della polizia postale.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di Grosseto. «Tutti noi – dice il vicesindaco Paolo Borghi – conosciamo le insidie che si possono nascondere nei social, e ci è piaciuta l'idea di poter ospitare, nella nostra città, questa iniziativa». Borghi ha anche sottolineato come dal Comune sia già partita anche una richiesta ufficiale di ripensamento rispetto alla volontà di chiudere la sezione di Grosseto della polizia postale.
Enrico Pizzi
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