Il Tirreno

Grosseto

sos animali

Trafiggono un piccione con la freccia: la polizia indaga

Francesca Ferri

Ritrovato agonizzante nel giardino di una casa a Roselle, non ce l'ha fatta. L'Enpa sporge denuncia - La foto choc

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GROSSETO. Di assurde atrocità sugli animali in provincia di Grosseto se ne sono sentite abbastanza, dalle gazze ladre avvelenate con veleno per topi nel parco di Villa Pizzetti, ai gatti presi a fucilate nel quartiere bene di Casalecci alle porte di Grosseto.

Alla galleria degli orrori si deve aggiungere l’ultimo caso, incredibile quanto inquietante, accaduto giovedì sera, 8 gennaio, a Roselle, in un quartiere residenziale. Un piccione è stato trovato trafitto da una freccia. Una freccia, sì, come quelle degli indiani nei film di cowboy.

La raccapricciante scoperta l’ha fatta Giulia Bernardini, 25 anni, che abita in via Batignanese. «Erano circa le 19, le 19.10 quando sono rientrata in casa con mia sorella – racconta Giulia –. È stata lei ad accorgersi di questo piccione, che era in giardino. Lì per lì non capivamo bene perché era buio. Così sono andata a prendere una torcia e l’abbiamo illuminato. E ci si è gelato il sangue».

L’uccello era agonizzante, trafitto da parte a parte con una freccia lunga circa 60-70 centimetri. «Abbiamo chiamato subito un conoscente dell’Ente protezione animali e tramite la polizia municipale, abbiamo contattato il centralino dell’ospedale che ha chiamato la veterinaria di turno».

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La dottoressa Carla Bielli del Servizio veterinario dell’Asl 9 si è subito precipitata a villa Pizzetti dove nel frattempo Giulia aveva portato il piccione. Lo ha seguito tutta la notte, ma il povero animale non ce l’ha fatta.

La famiglia Bernardini e tutto il vicinato sono sconvolti: «Una cosa del genere non si era mai vista – spiega Giulia – e siamo preoccupati. Andare a caccia di piccioni con arco e frecce e per di più in centro abitato... È una cosa che ci inquieta molto».

La dottoressa Bielli ha segnalato l’accaduto alla polizia provinciale, a cui ha consegnato la freccia perché possa svolgere delle indagini.

Intanto l’Enpa ha deciso di sporgere denuncia. «Non credevo che a Roselle ci fossero delle tribù di pellerossa o di watusi – commenta con rabbia e sarcasmo la presidente dell’Enpa Marlena Giacolini –. Ma che sistema è questo? A parte tutto, ma se c’era un ragazzino o una persona? Denuncerò l’accaduto alla Procura: una freccia così non ce l’hanno in casa tutti, e in qualche negozio devono pur averla comprata. Bisogna indagare».

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