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Grosseto

Infarto: 12 MILA CASI alL’ANNO IN TOSCANA

Sì a una vita sana, ma la miglior cura è la prevenzione

Sì a una vita sana, ma la miglior cura è la prevenzione

GROSSETO. Il rischio di malattia cardiovascolare (12 mila infarti l'anno in Toscana) esiste per ogni persona ed è indipendente dall'attività fisica. Ecco perché la cultura della prevenzione - e...

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GROSSETO. Il rischio di malattia cardiovascolare (12 mila infarti l'anno in Toscana) esiste per ogni persona ed è indipendente dall'attività fisica. Ecco perché la cultura della prevenzione - e quindi della tutela della salute - deve essere ben radicata nella gente, cominciando a parlarne già nelle aule scolastiche. Importante è conoscere sé stessi attraverso il costante contatto con il medico di fiducia. La storia familiare deve mettere in guardia se siano esistiti o meno casi ad esempio d'infarto, ictus, ipertensione, diabete, così come quella personale. Poi ci sono gli stili di vita come l'abitudine fumo ed i ritmi di lavoro, il ruolo dell'alimentazione e di una costante attività fisica, senza trascurare il non secondario parametro dell'età. Le malattie vascolari (cerebrali e di cuore) rappresentano infatti circa il 47% complessivo dei decessi.

La scelta poi di praticare, a vario livello, attività sportiva rappresenta un valore aggiunto in chiave preventiva. A seconda cioè del tipo e della durata dell’impegno , nel contesto della vita quotidiana, esistono precise norme cliniche codificate dalla medicina sportiva, ma anche suggerite dal buon senso e dalla prudenza.

L'Associazione Americana di Cardiologia Americana ha recentemente rivisto il ruolo diagnostico e predittivo dell'elettrocardiogramma (fu inventato oltre cento anni fa) nella medicina sportiva. Rimane cioè un esame sempre e comunque di eccezionale utilità, di facile accesso e con uno straordinario rapporto costo - beneficio, ma non è in grado di fornire la totale sicurezza nel futuro di un atleta. In pratica, non è l'elettrocardiogramma a tranquillizzare oppure a porre un sospetto, bensì una scelta complessiva di elementi clinici e strumentali per quel soggetto.

Si tratta dunque di non sottovalutare abitudini di vita e parametri che in apparenza sono prive di pericoli ma che, a seconda delle caratteristiche di ciascuno, giorno dopo giorno possono cominciare a creare problemi all'integrità fisica dell’organismo.

Gian Ugo Berti

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