Il Tirreno

Grosseto

PORTO SANTO STEFANO

Rivoluzione al Giardino Iacovacci, dopo 40 anni rinascerà

Renzo Wongher
Uno scorcio del Giardino Iacovacci
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Uno scorcio del Giardino Iacovacci

Porto Santo Stefano, il progetto del maxi parcheggio decolla grazie all’accordo con la proprietà Il sindaco Cerulli: «I lavori partiranno a ottobre». A costo zero per il Comune

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PORTO SANTO STEFANO. Giardino Iacovacci: trovato l’accordo con la proprietà. Il sindaco Arturo Cerulli l’ha definito un evento storico. È impossibile non concordare con lui visto il lasso di tempo che è intercorso tra l’inizio della pratica (1973), la data odierna e la constatazione che c’è ancora molto da fare prima di vedere partire i lavori. Ma storico anche perché al posto dei 110 posti macchina attuali se ne ricaverebbero 510: 60 nella piena disponibilità del Comune, 60 in quella della proprietà, 390 i posti auto in vendita molti dei quali all’aperto, i restanti nei box. Non rientrano nel calcolo gli stalli per 40 motoscooter.

Superficie complessiva di terreno interessata 10.521 metri quadrati, impegno economico previsto in 14 milioni di euro. Nel progetto rientra anche la striscia di terreno che fiancheggia via Cappellini e la demolizione, con relativa ricostruzione del cinema Giardino. Ma l’aggettivo di “storico”, oltre l’evento in se stesso, è meritato anche dall’ubicazione dell’ex Iacovacci, collocato proprio nel centro “storico” che più storico non si può di Porto Santo Stefano. Distante 12 metri dalla parete di ponente del palazzo municipale, 50 metri dalla piazza dei Rioni, 70 metri da piazza Vittorio Emanuele, 100 metri dalla banchina della Pilarella, 200 metri dalla Chiesa di Santo Stefano protomartire. Più centrale di così. Ma sarà una colata di cemento? «No - dice il sindaco - l’esterno sarà tutto un giardino pensile». Porto Santo Stefano come Babilonia. Quando incominciare a costruire? «A ottobre del corrente 2015 - risponde Cerulli - perché non vogliamo cantieri aperti in quella zona in estate». Ci sono costruzioni in questo giardino pensile? Soltanto la casa del custode su un’area di 120 metri quadrati e un piccolo bar. La proprietà del terreno è della società “Costruzioni civili e commerciali” di Roma che pagherà tutte le spese e che ha un anno di tempo per iniziare i lavori e tre anni per la conclusione. Se questi tempi non verranno rispettati l’area tornerà a essere utilizzata dal Comune. Una piccola superficie di circa 100 metri quadrati, tecnicamente necessaria all’operazione, è inserita su un lato del grande lotto di terreno ed è di proprietà del sindaco. Il primo cittadino l’ha permutata con un’altra a titolo completamente gratuito. Torniamo sull’aggettivo “storico” attribuito dal sindaco all’ex giardino Iacovacci, ex giardino Lambardi, ex proprietà del Governatore spagnolo Nunez Orejòn.

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