I tabulati del 118 al vaglio dei carabinieri
Dopo la morte di Pino Daniele il suo cardiologo accusa: «Ambulanza in ritardo». I militari controllano e smentiscono
ORBETELLO. I carabinieri di Orbetello hanno acquisito il tabulato delle chiamate alla centrale operativa del 118 e gli orari degli spostamenti dell’ambulanza inviata a soccorrere Pino Daniele la sera del 4 gennaio nella sua villa nella campagna di Magliano.
L’acquisizione e la verifica – spiegano dalla compagnia di Orbetello – si sono svolte tra il 5 e il 6 gennaio su iniziativa degli stessi militari dopo che il cardiologo romano di Pino Daniele, il primario di Cardiologia dell’ospedale Sant’Eugenio, all’indomani della morte del cantante ha dichiarato che l’ambulanza inviata dal 118 grossetano era arrivata in ritardo di mezz’ora. Il controllo dei carabinieri è servito per accertare che la ricostruzione fatta dai familiari del cantautore napoletano e il soccorso del 118 corrispondessero.
Il cantante si è sentito male nel pomeriggio di domenica 4 gennaio e alle 21.12 dalla sua villa di Magliano era partita la chiamata al 118. Con lui c’erano la compagna e un collaboratore.
L’ambulanza è partita subito dall’ospedale San Giovanni di Dio a Orbetello e si è messa in viaggio. Ormai vicini alla villa, i soccorritori che erano a bordo si sono però fermati perché non riuscivano a trovare il cancello e hanno chiamato la villa.
A quel punto, però, è stato detto loro che il paziente aveva deciso di andare a Roma. I sanitari dunque sono tornati indietro e diciannove minuti dopo la chiamata d’intervento, l’ambulanza è rientrata all’ospedale di Orbetello.
Pino Daniele, la compagna e il collaboratore sono invece partiti alla volta dell’ospedale romano Sant’Eugenio. Circa centosessanta chilometri da Magliano – a fronte di appena quindici chilometri che sarebbero bastati per arrivare all’ospedale di Orbetello – metà dei quali su strade secondarie (tra Magliano e Orbetello) e sull’Aurelia, una strada dove, anche violando i limiti di velocità, non si può correre come su un’autostrada, tra incroci a raso, tratti a una sola corsia e lavori in corso. Secondo una prima ricostruzione fatta da un amico di famiglia, nella corsa disperata l’auto avrebbe anche bucato, circostanza poi smentita ieri dalla famiglia.
Il viaggio è comunque stato troppo lungo per poter soccorrere in tempo Pino Daniele. Il cantante è arrivato al Sant’Eugenio già morto. Vane tutte le manovre di rianimazione, tentate comunque dai medici.
L’indomani il dottor Gaspardone ha sottolineato alcune incongruenze nei soccorsi da parte del 118 grossetano, dichiarando che a mezz’ora dalla richiesta di un’ambulanza, il mezzo da Orbetello non era ancora arrivato, anche se ha aggiunto che la decisione di andare a Roma è stata dello stesso Pino Daniele.
È andata così? C’è stato un ritardo nel soccorso dell'ambulanza? A queste domande hanno voluto dare una risposta i carabinieri lagunari.
E la risposta, secondo quanto spiegano i carabinieri, è che la ricostruzione degli spostamenti dell’ambulanza corrisponde con quanto affermato dai familiari, quindi non ci sarebbe alcuna incongruenza. Il rapporto sarà trasmesso alla Procura di Grosseto, dove il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi – che era il pubblico ministero di turno il 4 gennaio scorso – è stato costantemente informato, anche se i carabinieri precisano che non c’è alcuna inchiesta in corso.
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