Meteo
Si serviva di quell’auto per portare il figlio disabile
Colto da malore il proprietario dell’ultima utilitaria distrutta domenica Non potrà più accompagnare il ragazzo a fare passeggiate nel suo orto
GROSSETO. Risponde con un filo di voce al citofono. «Non mi fate dire nulla - sussurra - questa cosa mi ha distrutto». È il proprietario dell’ultima auto distrutta dal fuoco a rispondere al suono del campanello. Ha quasi ottant’anni, lui. E quell’auto che il piromane ha distrutto gli serviva per i suoi piccoli spostamenti, dalla sua abitazione all’orto, passione che aveva deciso di continuare a coltivare.
Non soltanto per lui, ma anche per suo figlio.
L’auto che è stata distrutta, quella utilitaria blu lasciata sotto il porticato è stata distrutta dal fuoco. Chi ha appiccato le fiamme, questa volta non ha colpito soltanto una vettura ma ha gettato nel dramma una famiglia.
«L’auto è di un nostro vicino che ha quasi ottant’anni - dice un’abitante del palazzo di via Vanni - e che si prende cura di suo figlio, che è diversamente abile. Quell’auto gli serve per portare quel ragazzo all’orto, per farlo uscire fuori da casa, per aiutarlo a stare insieme agli altri. È stato un atto da veri vigliacchi».
Quando l’ottantenne si è affacciato alla finestra e ha visto le fiamme che stavano distruggendo la sua auto si è visto passare davanti agli occhi le immagini di quel figlio che per diversi giorni avrebbe dovuto restare in casa, almeno fino a quando non fosse stato possibile acquistare un’altra auto.
«Non potete capire la rabbia che abbiamo provato quando abbiamo saputo quello che era successo - aggiunge la donna - Il nostro vicino, quando ha visto la sua auto in fiamme, si è anche sentito male. È dovuto andare a farsi vedere dal medico». È stata la sofferenza, per quelle fiamme che hanno ridotto la sua auto in un ammasso di ferraglia da buttare via.
«Per fortuna - spiegano ancora in via Vanni - suo cognato si offerto di portarne un’altra, per permettere a quel ragazzo di uscire da casa e di continuare a vivere almeno come ha fatto fino ad ora. Chi ha acceso quel fuoco non conosceva probabilmente questa situazione, ma questa volta ha colpito una famiglia che aveva avuto già grandi difficoltà».
Poi le fiamme, il fuoco e quella puzza di bruciato che anche ieri si respirava in quel piazzale, dove la gente sta affacciata alla finestra per controllare la propria auto nel parcheggio.
Francesca Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
