Tra vaffa e mugugni il mezzo sgambetto rifilato alla capolista
Festa di colori e di tifo al Malservisi per Gavorrano-Siena davanti a un imponente dispiegamento di forze dell’ordine
BAGNO DI GAVORRANO. Alla vigilia quel che preoccupava maggiormente erano i mercatini di Natale. Qualcuno pensava che la partita avrebbe portato via i visitatori, altri chiedevano di rinviarli direttamente, perché troppo complicata questa concomitanza. Senza contare poi tutti quelli che non hanno digerito le vie chiuse al traffico.
Ma borbottii di paese a parte, il derby tra Gavorrano e Siena ha portato solo molto folklore a Bagno, tornato palcoscenico di un calcio bello ed entusiasmante, fatto di tifosi, canti, bandiere e sani sfottò. L’impatto è stato piuttosto forte, difficile vedere da queste parti un tale spiegamento di forze. Dal canto loro, i sostenitori organizzati della Robur avevano già fatto sapere di non aver «tifoserie nemiche» in questo campionato. Tant’è che i mille presenti si sono limitati ad affollare la tribuna davanti le panchine, cantando e saltando per tutta la partita. Si sono fermati solo per una ventina di minuti, quando i rossoblù erano sopra di due reti. Un vantaggio che ha spiazzato i bianconeri, impegnati a sfogarsi contro le reti in fil di ferro a bordo campo. Un gruppetto ben nutrito è sceso dalla tribuna e si è posizionato dietro la bandierina del corner, scuotendo quella rete verdognola fino a sfondarla, mentre gli occhi di tutti erano rivolti verso l’unico steward che si è ritrovato là in mezzo. Dopo il pareggio, via alle offese verso i grossetani: la più classica serie dei vaffa che si può sentire allo stadio, cui i tifosi maremmani hanno risposto in modo più articolato che qua è bene non ripetere. Intanto si canta anche fuori dallo stadio, dove i mercatini vanno tranquillamente avanti. Anzi, una coppia di signori senesi dopo il derby andrà anche a farsi un giro. «Magari troviamo qualche regalo» dice la moglie, mentre il marito scuro in volto rimugina ancora sui due punti sfumati. Gli unici strascichi sono le file di auto per rientrare sull’Aurelia, causate dai pullman bianconeri. Ma è roba da pochi minuti, quanti bastano per salutare il Siena e continuare a sorridere per lo sgambetto rifilato alla capolista, come farà un gruppo di ragazzi rimasti fino in fondo a sventolare le sciarpe rossoblù.
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