Italia
Merse, situazione stabile ma con criticità a valle
I risultati del monitoraggio annuale sul fiume inquinato da scarichi minerari L’Arpat promuove l’impianto di trattamento in funzione a Campiano
MONTIERI. Un ambiente fluviale stabile con situazioni di criticità a valle. Sono queste in sintesi le conclusioni per l’anno in corso del controllo effettuato da Arpat sui risultati del monitoraggio dell’area del Merse.
Nel 2001 infatti, la miniera di Campiano, ultima grande miniera di pirite delle Colline Metallifere, fu interessata da una fuoriuscita di acque dovuta all’allagamento naturale della stessa, evento che mise a rischio l’ecosistema dell’intero alveo del vicino fiume Merse già compromesso dalle discariche minerarie. Da allora manca ancora la fase di bonifica, elemento imprescindibile per riportare la zona al suo equilibrio naturale, e le condizioni del sistema minerario sono così tenute sotto controllo da un complesso sistema di monitoraggio dell’ambiente acquatico, delle acque in uscita dalla miniera e delle principali sorgenti dell’area voluto dal comune di Montieri.
Nelle 85 pagine del monitoraggio, relativo ai dati raccolti nel 2013, spicca la stabilità dell’ambiente fluviale per tutto il periodo in cui è stato effettuato il controllo dell’area, soprattutto nei primi 15 chilometri del fiume Merse con però un drastico peggioramento localizzato a valle della zona interessata dalla presenza dello scarico della miniera di Campiano e dalla presenza delle roste, ovvero l’area che raccoglie i resti delle lavorazioni del rame dopo l’arrostimento.
Una valutazione a parte è stata effettuata per la prima stazione del Gabellino, situata verso la sommità del bacino idrografico e dove è stata registrata, in questi ultimi anni, una progressiva riduzione della qualità biologica. Il controllo delle acque in uscita dalla miniera ha invece evidenziato importanti oscillazioni delle concentrazioni dei metalli analizzati con grande variabilità e picchi annuali con carattere stagionale che suggeriscono una significativa diminuzione dell’acidità delle acque, un andamento stabile delle concentrazioni di solfati, cadmio e rame ed un trend in diminuzione delle concentrazioni di fluoruri, alluminio, ferro, manganese, piombo, zinco e arsenico. Secondo Arpat l’impianto di trattamento attualmente in esercizio presso la miniera di Campiano abbatte in maniera efficace la maggior parte dei contaminanti che fuoriescono dalla miniera. In sintesi quindi l’area fluviale sembra essere complessivamente stabile mentre a valle dello scarico la situazione diventa più complessa. In attesa che le bonifiche restituiscano il complesso Merse-Campiano ad una situazione più naturale e sicura.
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