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Salta la prima udienza per Bilella Irregolare la nomina dei giudici
Appena mezz’ora in Corte di assise per l’agricoltore imputato dell’omicidio di Francesca Benetti Le operazioni di sorteggio dovranno essere rifatte: il prossimo appuntamento in aula il 14 gennaio
GROSSETO. Non ha detto nulla, non ha guardato nessuno se non i propri avvocati la corte; è entrato a testa bassa e a testa bassa è uscito; ha incrociato brevemente uno dei suoi tre figli, Luigi («mi ha fatto piacere, era un anno che non lo vedevo», si è limitato a dire quest’ultimo), l’unico presente in aula. E di nuovo accompagnato dalla polizia penitenziaria è tornato nel carcere di via Saffi, dove è rinchiuso da più di un anno.
Mezz’ora di udienza appena, ieri, per il primo appuntamento in Corte di assise per Agostino Bilella, l’agricoltore 70enne imputato perché ritenuto autore dell’omicidio di Francesca Benetti, 55 anni, la sua datrice di lavoro, la proprietaria di Villa Adua, a Potassa di Gavorrano, dove sarebbe stato commesso l’omicidio. Solo mezz’ora perché i giudici hanno rilevato una irregolarità nella formazione del collegio dei giudici popolari: nel verbale della seduta del 27 novembre scorso, in cui sono stati estratti i componenti, non sono state riportate le motivazioni per le quali cinque di loro «non erano chiamati a prestare servizio per la formazione dell’odierna Corte di assise - come ha letto in aula il presidente Puliatti - nonostante occupassero, secondo l’ordine di estrazione a sorte, posizioni precedenti rispetto a quelle di alcuni degli odierni componenti».
Insomma, le operazioni vanno rifatte. La Corte di assise ha dichiarato nulle quelle attività di designazione dei giudici popolari, ha disposto una nuova designazione e ha intanto fissato al 14 gennaio la prossima udienza. Si è trattato di una violazione rilevata d’ufficio. In apertura di udienza l’avvocato Bruno Leporatti - uno dei difensori di Bilella - si era alzato per avanzare un diverso tipo di rilievo e cioè quello secondo il quale alcuni giudici popolari avrebbero dovuto astenersi «per ragioni di convenienza, gravi ragioni di convenienza». Il legale non è andato oltre (il riferimento dovrebbe essere ad anticipazioni di giudizio o comunque di non dissenso da alcuni giudizi rese da uno dei componenti su Facebook) anche perché il presidente gli ha chiesto se non avesse invece voluto proporre eccezione sulla nullità del decreto che aveva disposto il giudizio. L’avvocato non ha quasi fatto in tempo a obiettare qualcosa che Puliatti ha dichiarato che la Corte si ritirava. I giudici togati e popolari sono tornati in aula dopo circa mezz’ora e il presidente ha letto l’ordinanza che annulla la composizione del collegio fino a ieri considerato valido: quattro donne e due uomini tra gli effettivi, una donna e un uomo tra i supplenti. Perché solo 8? Aprendo l’udienza il dottor Puliatti aveva spiegato che era già stata accolta l’astensione di una donna e che uno degli altri componenti risultava avere più di 65 anni e dunque non poteva farne parte.
In aula erano presenti anche l’altro difensore di Bilella, Francesca Carnicelli (c’era anche Riccardo Lottini), il legale dei figli di Francesca, l’avvocato Alessandro Risaliti, il legale del fratello della donna, l’avvocato Agron Xanhaj, il figlio di Bilella e anche alcuni cittadini semplici spettatori, nonché un buon numero di avvocati intervenuti per assistere. Oltre ai pm Ferraro e Nassi si è fatto vedere anche il procuratore capo Francesco Verusio.
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