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Adesso anche la Provincia progetta l’uscita da Seam
Bonifazi: «Ho chiesto agli uffici di evidenziare tutte le partecipazioni Devono essere i privati a gestire le infrastrutture che abbiamo realizzato»
GROSSETO. Anche la Provincia di Grosseto, così come ha già fatto il Comune capoluogo, potrebbe vendere la propria partecipazione nella Seam, la società che gestisce lo scalo civile maremmano.
Dopo aver ceduto le quote del Comune, infatti, l'intenzione del sindaco-presidente Emilio Bonifazi è di vendere anche quelle in mano all'amministrazione provinciale. La riduzione della presenza pubblica nella compagine societaria di Seam, dunque, potrebbe non fermarsi all'operazione che ha visto il Comune di Grosseto vendere per oltre 800mila euro il proprio 25,25 per cento di Seam alla società Ilca, già socia Seam per quasi il 10 per cento, e controllata dal gruppo russo Novaport Russian Airports. L'indirizzo del presidente Bonifazi è di far uscire dalla società anche l'altro socio pubblico, la Provincia di Grosseto, che detiene un altro 25,25 per cento delle azioni Seam.
«Ho chiesto all'ufficio patrimonio della Provincia – dice Bonifazi – di preparare un lavoro che metta in evidenza tutte le partecipazioni societarie che la Provincia ha: ce ne sono tante e di vari tipo. Così come per il Comune di Grosseto l'intendimento è uscire da tutte le attività ritenute non strategiche, per quanto mi riguarda – dice ancora Bonifazi – chiederò che si faccia lo stesso anche per la Provincia».
A decidere, naturalmente, sarà il consiglio provinciale che sarà chiamato ad approvare un atto con cui si darà mandato a cedere le partecipazioni azionarie ritenute non strategiche per le funzioni dell'ente. Praticamente lo stesso percorso fatto dal Comune capoluogo: il consiglio comunale ha deliberato, in più mandate, gli atti di indirizzo per la dismissione di alcune partecipazioni societarie, tra cui le quote in Seam.
Tra l'altro Bonifazi conta, per poter piazzare bene anche la partecipazione della Provincia in Seam, sul fatto che il gruppo che si è mosso acquistando prima la Ilca con il suo 10 per cento e poi le azioni del Comune capoluogo, non si accontenti di essere socio di riferimento del gestore dello scalo civile maremmano, ma voglia assumere il controllo pieno acquisendo oltre il 50 per cento delle azioni.
«Chi ha comprato – dice Bonifazi – ha un progetto industriale ed è da tempo che discute con i soci principali di Seam. Noi – spiega – avevamo il compito di realizzare delle infrastrutture, ma non dobbiamo gestirle: vogliamo che siano i privati a occuparsi dell'aerostazione, per svilupparla e questo gruppo, a quanto pare, vuole farlo, sviluppando un'attività di aerotaxi, ma non solo, perché si parla anche di investimenti in alberghi di alta qualità».
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